Il “market” della solidarietà nell’ex canonica di Gradisca

«Oltre che un’opera, questo luogo vuole essere un segno tangibile per le nostre comunità. Non ha la pretesa di risolvere i problemi, ma ha il sogno di mettere le persone in relazione e far scaturire da questo positive reazioni di carità». Con queste parole l’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Redaelli, nonché numero uno della Caritas Italia ha inaugurato ieri mattina l’Emporio di Solidarietà ricavato – dopo un lungo lavoro di restauro iniziato a fine 2015 – nei locali dell’ex canonica della chiesa del Mercaduzzo. Quello di Gradisca sarà il terzo “market” per persone e famiglie in difficoltà sul territorio Diocesano, dopo quelli di Gorizia e Monfalcone. Sarà subito operativo (tutti i martedì e giovedì pomeriggio).
Un riferimento per tutto il Decanato di Gradisca e Cormons, e secondo le proiezioni della Caritas potrebbe fornire risposte e aiuti ad almeno 250 cittadini, consentendo a chi vive un momento di difficoltà – passando per un prezioso ascolto – di ottenere gratuitamente prodotti alimentari, ma con la “dignità” del poter svolgere autonomamente la spesa. Assurge a nuova vita, dunque, la canonica del rione del Mercaduzzo, edificio ante ’800 che prima di una lunga chiusura era stata l’abitazione di don Gildo Berno, storico, austero e devoto parroco di Santo Spirito. A spiegare il restauro dal punto di vista squisitamente tecnico è stato l’architetto cormonese Claudio Perin, che ha spiegato ai numerosissimi presenti come il corposo intervento abbia portato a un totale maquillage degli interni, con il rifacimento di tutti i solai e dei serramenti ed la realizzazione ex novo di impiantistica e servizi.
L’istituzione dell’Emporio della Solidarietà rientrava in un più ampio progetto di riqualificazione di beni parrocchiali dell’Unità Pastorale di Gradisca d’Isonzo, interessata in questi mesi da un doppio cantiere da complessivi 400 mila euro che ha riguardato anche la messa in sicurezza della chiesa dell’Addolorata. Presenti i due parroci che hanno affrontato i lavori di sistemazione dell’ex canonica (don Gilberto Dudine e il suo predecessore don Stefano Goina) e il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig, che ha parlato di un luogo «che arricchisce la comunità e che vedrà il Comune fare la propria parte».
Il direttore della Caritas diocesana, Renato Nucera, ha inteso ricordare l’operato del suo predecessore don Paolo Zuttion e ha espresso soddisfazione per l’apertura di uno «spazio di attenzione per chi ha bisogno» e per «il folto numero di volontari che vi opererà», mentre il presidente dell’associazione La Ginestra che gestirà l’Emporio, Marco Marcosig, ha spiegato attraverso i numeri gli effetti benefici dei due empori già operativi in Diocesi.
All’interno dell’Emporio – progetto nato come Opera dell’Anno della Misericordia 2015/16 – verrà collocato, in una nicchia, un mattoncino della Porta Santa della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura, prelevato dalla stessa in occasione del rito di apertura. Il mattoncino è stato inviato direttamente dal cardinale James Harvey, arciprete della Basilica, «come segno di profonda unione con la Chiesa Romana e di partecipazione ai benefici spirituali del Giubileo». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








