Il network mondiale dei Conservatori accende i riflettori su cultura e scienza

Ha preso il via ieri alla Sissa la tre giorni di lavori della rete Gmel (Global music education league), evento organizzato dal Conservatorio Tartini in collaborazione con Regione e Miur e con il supporto della Fondazione CRTrieste e dell’azienda Fazioli. Si tratta della prima volta che il Gmel si riunisce in Europa dal 2017, anno in cui venne creata la rete tra le maggiori istituzioni di formazione musicale del mondo.
Presentando ufficialmente l’appuntamento nel palazzo della Regione, il governatore Massimiliano Fedriga ha parlato di un evento «che consente a Trieste al Fvg di essere protagonisti sul palcoscenico mondiale attraverso un’iniziativa ricca di valore, che esalta la nostra cultura e la nostra identità confrontandola con le altre e senza prevaricazioni. Un evento che si sposa perfettamente con quel percorso di internazionalizzazione del Fvg dall’amministrazione sui fronti dell'economia, della logistica, della ricerca e dell'innovazione e che offre pertanto nuove opportunità per valorizzare il nostro patrimonio culturale e identitario su scala globale».
Lorenzo Capaldo, presidente del Tartini, si è detto orgoglioso dell’iniziativa: «La rete Gmel si propone di creare un curriculum comune e favorire la mobilità studentesca e dei docenti. Nel 2018 ci siamo riuniti a Pechino e abbiamo voluto avviare la fase del coinvolgimento degli studenti». Proprio la “contaminazione” tra il mondo scientifico e le discipline umanistiche è stata al centro della riflessione dell’assessore alla Formazione, Alessia Rosolen: «Il fatto che sia stata coinvolta anche la Sissa fa piacere perché dove c’è la capacità dell’uomo di tramettere conoscenza, si può inserire il tema della scienza. In questi anni abbiamo prestato attenzione ai Conservatori inserendoli in tutti i percorsi di crescita con norme internazionali che devono andare a identificare i titoli di studio a livello internazionale. La contaminazione tra materie e saperi si sposa perfettamente con il percorso iniziato da Trieste e che vede in Esof2020 l’apice della “contaminazione" della comunità scientifica con il livello cittadino».
«Le diverse culture possono contribuire a crescere insieme», ha aggiunto poi il direttore del Tartini, Roberto Turrin, che ha coordinato anche gli interventi dei panel in programma. L’obiettivo della tre giorni di lavori è condividere comuni linee guida nelle varie offerte formative delle istituzioni musicali presenti, confrontando gli strumenti formativi in uso. Oltre al Tartini ci sono, tra gli altri, il Sydney Conservatorium of Music e l’American Musicological Society.
L’evento culminerà nel concerto interattivo, che si terrà domani alle 19 nell’aula Magna “Paolo Budinich” della Sissa dove, grazie alla tecnologia “LoLa” (Low Latency) sviluppata dal Conservatorio Tartini, alcuni musicisti suoneranno contemporaneamente da diverse città europee. “Claire de…Jazz” è il titolo dell’evento a ingresso libero che partirà dalle note di Debussy per poi approdare alla poliedricità del Jazz. E che riserverà in via eccezionale 20 posti ai lettori di Noi Il Piccolo. —
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