IL SACRIFICIO DEI CRISTIANI
Per capire bene quel che succede in India, dove ben dieci cristiani sono stati uccisi, e tra loro alcuni missionari, bisogna tener conto di cosa fanno là i nostri missionari, come vengono accolti, come lavorano. Ho nella memoria (ci resteranno per sempre) i racconti di padre Marino Rigon, che non solo andava in India e in Bangladesh per insegnare quel che aveva imparato qua, ma quando tornava qua insegnava a noi quel che aveva imparato in India. E' infatti il più grande traduttore in italiano di Robindronath Tagore, massimo poeta moderno dell'India, premio Nobel.
Mi diceva dunque padre Rigon che i missionari cattolici in India fanno soprattutto insegnamento, hanno circa 25mila scuole. In queste scuole è proibito fare cultura cristiana, si fa soltanto insegnamento laico, lingua, matematica, storia. Ma sono scuole apprezzatissime. Quand'è l'apertura delle iscrizioni alle elementari, le madri della zona si presentano a migliaia per iscrivere i loro bambini. E qui nasce il problema: alla prima elementare dovrebbero iscriversi solo i bambini che hanno 6 anni, ma non esiste l'anagrafe, nessuno può dire quanti anni hanno i bambini che si presentano, e le madri ci tengono così tanto che i loro piccoli vadano nelle scuole europee, che corrono ad iscrivere anche quelli che hanno 5 anni, o 4, giurando che ne hanno 6.
I missionari hanno inventato un sistema, che non so quanto sia scientifico, per stabilire chi ha 6 anni e chi ne ha meno: mettono i bambini in fila e li passano in rassegna, invitandoli a stare dritti, alzare la mano destra, scavalcare la testa e toccarsi l'orecchio sinistro. Chi ci arriva ha 6 anni, chi non ci arriva ne ha meno. Le madri lo sanno, e nei giorni che precedono questa selezione tirano le braccia ai figli, nel tentivo di allungarle.
In quelle scuole i bambini studiano mattina e pomeriggio, e consumano un breve pasto a mezzogiorno. E' possibile, naturalmente, che la gara per far entrare i figli abbia la sua ragione in questo rapido pasto, che per molti di quei piccoli è l'unico pasto della giornata.
Le famiglie che iscrivono i loro bambini alle scuole dei missionari cattolici sono le più povere. I missionari hanno dunque una funzione importantissima in India: istruiscono le classi sociali più basse, a partire dai paria o intoccabili. Poiché fanno questo, i missionari diventano a loro volta dei paria o intoccabili, disprezzati e odiati dalle classi abbienti.
Per le classi ricche è importante che i poveri restino poveri, perché così fanno i lavori più spregevoli ma necessari, e devono contentarsi di essere pagati miseramente. L'iniquità sociale è la garanzia del sistema. Tutto ciò che rompe il sistema iniquo, e dunque in primo luogo il cristianesimo, diventa un nemico delle classi privilegiate.
Negli scontri in cui sono morti 8 cristiani, sono state distrutte col fuoco alcune scuole e un orfanotrofio: e sono le scuole e gli orfanotrofi cristiani il vero nemico del sistema delle caste, perché il cristianesimo dei missionari è il cristianesimo delle origini, quello che voleva la liberazione degli schiavi e predicava la disobbedienza al potere politico-militare fondato sulla schiavizzazione dei vinti.
Gandhi diceva che l'India sarà democratica quando la casta dei paria o intoccabili salirà al potere. Questo vuol dire che la struttura anti-democratica della società delle caste entrerà in crisi quando l'ultima casta riuscirà a staccarsi dal livello infimo a cui è adesso, e questo distacco non può avvenire se non con un minimo acquisto di istruzione.
Chi lavora per l'istruzione degli indiani lavora per cambiare l'India. Ecco perché si può dire che i missionari che spendono la loro vita per l'India sono dei benefattori. E quei bambini indiani, che alzando la mano destra sopra la testa riescono a toccarsi l'orecchio sinistro, sono molto fortunati.
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