In fuga dalla Siria nel vagone merci: trovati a Opicina 4 bimbi e la madre

Dalla Siria martoriata dalla guerra a Trieste. Un viaggio clandestino nascosti in un treno merci che si è concluso venerdì mattina quando gli addetti delle ferrovie italiane hanno scorto nel vagone alcuni movimenti “sospetti”. Sono spuntati i volti stanchi ma sorridenti di quattro bambini. Assieme a loro la giovane mamma, sfinita e infreddolita, ma anche lei dopo un po’ ha trovato la forza per un sorriso. Il peregrinare tra Medioriente e Balcani era giunto al capolinea: Opicina, un nome sconosciuto che però, d’ora in poi, per lei e i figli evocherà il lieto fine del viaggio della speranza. Lungo la tratta dove un tempo correva il lussuoso Orient Express con i suoi facoltosi passeggeri, ora transitano i migranti nascosti nei treni merci.
Un viaggio rischioso, in condizioni a dir poco disagevoli, diretti a nord e con l’inverno ormai alle porte. Era venerdì mattina quando il personale ferroviario ha proceduto a un controllo su un treno merci proveniente dalla Serbia e diretto a Ravenna, che trasportava materiale edile e argilla. Ma non solo: nascosti in uno dei vagoni c’erano anche quattro bambini di età compresa tra 5 e 10 anni e la mamma trentenne, tutti in fuga dalla Siria.
Il rintraccio è avvenuto nei pressi dello scalo ferroviario confinario di Villa Opicina. Sul posto sono subito intervenuti gli agenti della Polizia di frontiera e della Polfer, seguiti dagli operatori della Croce rossa e dai vigili del fuoco che hanno aiutato i cinque viaggiatori a uscire dal vagone dando loro i primi soccorsi, necessari anche in considerazione delle temperature rigide del mattino. Scaldati e rifocillati, la donna e i figlioletti sono stati accompagnati più tardi nella casa di accoglienza “Teresiano” della Caritas. «Erano tutto sommato in buone condizioni – sottolinea don Alessandro Amodeo, direttore dell’ente diocesano triestino –. I quattro bambini non hanno avuto particolari difficoltà ad ambientarsi qui da noi. Sono svegli e vivaci. La mamma, anche per ragioni legate alle difficoltà linguistiche, è un po’ più riservata, ma si riesce ugualmente a comunicare grazie ai nostri mediatori.
Finora ha preferito non raccontare la loro esperienza e ignoriamo quale sia stato l’itinerario che hanno seguito per arrivare fino a Trieste, ma è giusto così. Prima è opportuno che lei riferisca tutto alla Questura per avviare l’iter che può consentire di ottenere lo status di rifugiati. Nel frattempo potranno continuare a dormire da noi». Ieri pomeriggio i quattro bambini siriani sono stati ospitati nella sede della Comunità di Sant’Egidio trascorrendo qualche ora in allegria.
La presenza di profughi siriani sulla rotta balcanica dell’immigrazione non è una novità, ma negli ultimi tempi non si era mai verificato un rintraccio come quello di venerdì mattina: una famiglia composta da mamma e quattro bambini così piccoli. –
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