In migliaia fra gli stand L’arrivo del primo freddo non ha rovinato la festa

ROMANSUn vento teso e dispettoso, soprattutto in mattinata, che si è unito al freddo pungente, alla sua prima vera apparizione stagionale, non hanno certo frenato, a Romans d’Isonzo, l’afflusso dei...

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Un vento teso e dispettoso, soprattutto in mattinata, che si è unito al freddo pungente, alla sua prima vera apparizione stagionale, non hanno certo frenato, a Romans d’Isonzo, l’afflusso dei tanti visitatori di ogni età, attratti dai molteplici appuntamenti che hanno caratterizzato la giornata conclusiva della 185.ma Fiera di Santa Elisabetta. Visitatori che fin dal primo mattino hanno affollato il centro cittadino, aggirandosi tra le multicolori bancarelle del mercato di origine asburgica, concesso per la prima volta nel lontano 1834. Un tuffo nel passato scegliendo tra le tante iniziative, approntate dall’amministrazione comunale e dalla Pro loco, con la collaborazione di tante associazioni locali e l’ampia e diretta partecipazione delle scuole locali dell’Istituto Celso Macor.

Come sempre i più coraggiosi nello sfidare il freddo sono stati i bambini, pronti ad assalire le giostre del luna park, mentre altri, avvolti nei loro cappotti, hanno assistito alla rievocazione storica longobarda, allo spettacolo dei giocolieri, alle danze dei gruppi folcloristici o alle dimostrazioni di mini enduro. Altri, invece, per sfuggire al freddo hanno visitato le mostre allestite per l’occasione, oppure, dopo aver acquistato l’immancabile torrone o visitato gli stand allestiti in più punti del paese, hanno trovato riparo nelle trattorie e nei tendoni riscaldati, dove hanno potuto assaporare i tradizionali piatti di tacchino o musetto con brovada, tipici della fiera.

E proprio il tacchino gigante è stato anche quest’anno oggetto dell’appuntamento più atteso, la pesatura pubblica in piazza Candussi. Parola di soddisfazione per il buon esito della fiera 2018, sono state espresse dal sindaco Davide Furlan, sia considerando il numero dei visitatori sia per la partecipazione di tanti giovani, che sono stati coinvolti nella preparazione delle iniziative, anche di carattere benefico, con la raccolta di fondi a favore delle popolazioni della Carnia. —

E. D.

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