Iniziativa dei tre mari, al via Sinergie contro il gas russo

Nasce un fondo per nuove opere strutturali tra cui metanodotti, ferrovie e strade. Via libera ai rigassificatori. Sarà Usa il secondo reattore della centrale di Krsko

Il piano è chiaro: i dodici Paesi europei che costituiscono l’Iniziativa dei tre mari puntano a una sinergia energetica che garantisca l’autonomia dalle fonti di approvvigionamento russe. Il partner di riferimento saranno gli Stati Uniti. E lo ha sottolineato con chiarezza il segretario di Stato Usa all’Energia Rick Perry presente ieri e mercoledì a Lubiana per il summit dei capi di Stato. «Il padre che ha effettuato 35 missioni per liberare l’Europa - ha detto Perry riferendosi alla vicenda del suo genitore - sarebbe fiero del figlio che collabora con gli stessi partner europei per portare la libertà, la libertà energetica».

La risposta più attesa è giunta dal rappresentante del ministero degli Esteri tedesco Miguel Berger il quale ha definito «benvenuto» il gas americano «ma a condizioni di mercato». Il ghiaccio si è rotto. I rapporti tesi tra Washington e Berlino sulla realizzazione del cosiddetto North Stream, gasdotto che dalla Russia arriva in Germania, stanno assumendo qui a Lubiana un’altra direzione. Più gradita agli Usa che vedono come fumo negli occhi anche il Turkish Stream, gasdotto che porta la materia prima russa nei Balcani passando per la Turchia, attuale grande alleata di Putin nell’area mediorientale.

Ma non solo Germania. Perry ha voluto sottolineare l’importanza che Washington da alla piccola Slovenia, troppe volte considerata fuori dai grandi circuiti internazionali. E lo fa con uno sfacciato interesse mettendo praticamente il cappello sulla fornitura di un piccolo reattore nucleare della americana Westinghouse per la costruzione del cosiddetto “secondo blocco” alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia. Slovenia che, in base alle afermazioni del premier Marjan Šarec, non ha alcuna volontà di abbandonare la strada del nucleare. «L’energia atomica - ha detto il premier sloveno - resta significativa per la maggior parte delle riserve energetiche in Slovenia».

Al Forum economico che ha fatto da cornice al summit erano presenti 600 operatori in rappresentanza di 40 nazioni. Il tutto sotto lo sguardo attento del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. Il vertice, fortemente voluto dal presidente della Repubblica della Slovenia Borut Pahor ha deciso anche la costituzione di un cospicuo fondo perla realizzazione delle grandi infrastrutture, soprattutto gasdotti e rigassificatori, come quello che sta per essere costruito dalla Polonia e che segue le orme di quello di Veglia in Croazia.

«La collaborazione all’interno dell’Iniziativa dei tre mari - ha affermato il presidente polacco Andrzej Duda - noi la prendiamo molto seriamente e i successi non li misureremo in base al numero di vertici e delle dichiarazioni, bensì in base ai chilometri delle nuove strade, ferrovie e gasdotti». La presidente della Croazia Kolinda Grabar Kitarović ha espresso chiaramente di ritenere l’istituzione del fondo come una delle soluzioni pratiche che saranno d’aiuto al superamento delle differenze tra Occidente e Oriente, mentre la sua “collega” estone, Kersti Kaljulaid ha fatto valere lo spirito ambientalista dei Paesi del Nord Europa sostenendo che è indispensabile dare vita all’innovazione verde, soprattutto nei trasporti e nell’energia.

Ospite soddisfatto, come detto, il segretario di Stato Usa Perry che ha giudicato con favore l’intenzione dell’Estonia e degli altri Paesi baltici di dotarsi di impianti di rigassificazione (pronti ad accogliere il gas made in Usa) e quella relativa alla costruzione di un gasdotto che dall’Azerbaigian arrivi fino all’Adriatico. «Se l’Europa punta a trasformare la propria economia e aumentare la produzione - ha sostenuto Perry - avrà bisogno di questa energia». «Se i tedeschi - ha proseguito - decidessero di rinunciare totalmente al nucleare avrebbero davanti a se due sole opzioni: o resteranno senza elettricità, oppure potranno utilizzare il gas con tecnologia Lng», soddisfatto che proprio ’Europa sia il maggior acquirente di gas statunitense al mondo.

A Slovenia e Croazia (sono le proprietarie della centrale nucleare di Krsko) e agli altri Paesi ha voluto garantire che la Westinghouse produce i migliori reattori al mondo. Miglior piazzista di così è difficile da trovare. —


 

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