Jarc e la Lista per Doberdò sfida la sinistra di Vizintin «Bisogna voltare pagina»

«C’è tanto lavoro lasciato indietro, ma insieme possiamo farcela». È lo slogan lanciato dalla Lista per Doberdò-Lista za Doberdob presentata ai cittadini l’altra sera all’agriturismo Dolince. Una formazione civica che propone come candidato sindaco Aldo Jarc e vuole contrastare l’uscente Fabio Vizintin di Unità Cittadina-Obcinska Enotnost. La Lista per Doberdò, a differenza del cartello di Vizintin che si dice fieramente di sinistra, abbraccia diverse anime della società di Doberdò, con portatori di varie esperienze. Jarc, di professione designer grafico, da sempre dedica molto del suo tempo libero al volontariato del paese e l’altra sera si è presentato assieme ai nove candidati consiglieri Tamara Podversig, Emanuela Trampuz, Savina Zbogar, Marco Peric, Marko Jarc, Andrej Terpin, Maurizio Peric, Dario Bertinazzi, Mariano Juan Brecelj. Il tutto tenuto a battesimo dalla candidata alle Europee Martina Valentincic, di San Floriano del Collio, che si presenta con la Südtiroler Volkspartei.
«I paesi piccoli come i nostri – dice Valentincic – non sono altro che dei cantieri di cooperazione europea. Sono le basi dell’Europa». Nel suo intervento Jarc, invece, ha criticato l’amministrazione comunale uscente auspicando un cambiamento. «Per troppi anni – spiega il candidato sindaco della Lista per Doberdò – l’amministrazione comunale è rimasta immobile, senza risolvere i bisogni reali della gente e i problemi del territorio. Bisogna cominciare a parlare con i cittadini che oramai si sentono abbandonati. Noi abbiamo il compito di voltare pagina e la gente deve sapere che dopo tutto questo tempo ci può essere un cambiamento per il bene della comunità». E qui ha elencato la lunga lista delle inadempienze della giunta Vizintin a cominciare dalle opere pubbliche ferme da un piano regolatore vecchio di 15 anni. Prime fra tutte la tre quarti di marciapiedi che da dieci anni attendono una sistemazione, le fognature, i cimiteri comunali da ampliare perché ormai non c’è più posto. Inoltre sono anni che la scuola media non vede una fine lavori.
E poi «non esiste un piano di rilancio del Lago di Doberdò e per la Cava Devetachi - rincara la dose Jarc - la giunta non ha voluto ascoltare i nostri suggerimenti e ora ci troviamo che fino al 2022 il Comune non incasserà neanche un euro». La Lista per Doberdò vuole incentivare le iniziative per i giovani «per non lasciarli andare via», incrementare il turismo con le risorse naturalistiche e culturali che esprime il territorio. «La Cappella degli Ungheresi è meta di pellegrinaggi di numerosi stranieri, in pullman e in auto. Ma non c’è un punto di ristoro o acqua da bere. Inoltre per il Centenario della fine della Grande Guerra, il nostro paese, uno dei più conosciuti, è rimasto fuori dai sentieri della Pace», rimarcano i detrattori di Vizintin. Fra i punti principali del programma figurano, quindi, la valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale del potenziale turistico e dell’agricoltura, un atteggiamento responsabile nella realizzazione delle opere pubbliche, collaborazione con i comuni limitrofi di Italia e Slovenia per uno sviluppo comune, la cura del sociale con l’aiuto alle famiglie bisognose e agli anziani, sostegno alle associazioni che sono il cuore della comunità, la regolarizzazione degli usi civici. —
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