La “Cantada” fa il pienone Oltre 15 mila a Vermegliano

Al mattino presto la partenza della banda della Filarmonica Verdi e la sfilata fino a piazza Santo Stefano gremita. Poi la festa nelle case e nei cortili
Bonaventura Monfalcone-26.12.2019 Cantada-Santo Stefano-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-26.12.2019 Cantada-Santo Stefano-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura



Una giornata record. L’unica vera occasione che, ancora nella Bisiacaria, resiste all’usura del tempo e ribatte alle iniziative inventate all’ultimo momento, spesso copiate da altri, agli appuntamenti inventati solo per dire di esistere e che hanno quale unico scopo la commercializzazione di qualche prodotto. Come negli anni passati le condizioni meteo sono state dalla parte degli organizzatori e della gente.

Il cielo terso e limpido come fosse primavera, il sole ha riscaldato una splendida giornata di fine dicembre e così è stato successo pieno, a Ronchi dei Legionari, per i festeggiamenti di Santo Stefano, il santo patrono del rione di Vermegliano, uno degli eventi più importanti e attesi di tutta la Bisiacaria che ieri, davvero, ha fatto il tutto esaurito.

Oltre 15 mila persone, 20 mila se si contano i passaggi nel corso di tutta la giornata, si sono ritrovate ieri a Ronchi dei Legionari per rinnovare e rinverdire uno dei simboli della tradizione natalizia tra l’Isonzo ed il Timavo. La giornata di Santo Stefano, patrono del rione di Vermegliano, è stata nuovamente l’occasione per ritrovarsi assieme, per tornare indietro con la memoria, per divertirsi e, perché no, anche per deliziarsi il palato con cibi e bevande tipiche.

Un programma ormai consolidato, quello elaborato dalla Pro loco e dall’amministrazione comunale, un cartellone che per l’intera giornata ha richiamato a Ronchi dei Legionari, la vera capitale della Bisiacaria, l’attenzione di migliaia di persone provenienti da tutta la regione.

Il programma, rituale, è scattato al mattino presto con la partenza della banda della società filarmonica Giuseppe Verdi e con la sfilata che si è sviluppata lungo le strade del centro, partendo dal panificio Pelizzon, con le rituali soste negli esercizi pubblici, e con l’arrivo in piazza Santo Stefano.

Alle 12 il momento più atteso, la “Cantada” che, ancora una volta, è stata magistralmente diretta da quel grande personaggio che è Marino Boscarol e che, proprio ieri, ha festeggiato i suoi 45 anni di direzione. Se già durante la mattinata hanno tenuto banco numerosi chioschi, tra gli altri quelli della Pro loco, della Protezione civile, della filarmonica Giuseppe Verdi, dell’As Ronchi calcio e dell’Associazione nazionale alpini, nel pomeriggio la festa si è trasferita nelle case e nei cortili del rione cittadino che si sta ormai trasformando.

Come sempre tappe d’obbligo sono state quelle nelle case di Luciano Nocent, nel cortile dell’azienda agricola “Brumat”, dove protagonisti sono stati i New Black Panthers baseball. Una città che fa della tradizione il suo momento di attaccamento di tutti coloro che desiderano trascorrere un momento in relax e spensieratezza. Una giornata il cui bilancio va negli archivi in bella evidenza e che sottolinea ancora una volta l’importanza ed il valore a Ronchi dei Legionari e nella Bisiacaria delle proprie tradizioni. «Se Santo Stefano resiste – ha detto il sindaco Livio Vecchiet – lo dobbiamo a tutti coloro che lavorano per un unico obiettivo, quello di rendere la città sempre più viva e vivace. Ronchi dei Legionari deve molto al volontariato ed anche oggi (ieri, ndr) lo abbiamo dimostrato. Questa è una grande forza e su questa strada dobbiamo proseguire».—



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