La Caritas cormonese aiuta 250 persone e 86 famiglie

La crisi continua a mordere. Italiani e stranieri bisognosi si equivalgono Importante l’operato dei 12 volontari. Molto attivo il centro d’ascolto parrocchiale

CORMONS

Un totale di 250 persone per 86 famiglie in tutto. Questo il dato riferito all’ultimo anno relativo a coloro che si sono rivolti alla Caritas cormonese per avere un sostegno totale per le loro necessità primarie di cibo e vestiario. Si tratta di cifre che non differiscono molto rispetto ai dodici mesi precedenti, ma il trend è lievemente in diminuzione, segno che – seppure con grande difficoltà – c’è chi in questi anni è riuscito ad uscire da uno stato di crisi: i numeri infatti dicono che sono 15 gli utenti in meno rispetto alle statistiche registrate un anno fa, ossia 4 famiglie che non hanno avuto più bisogno dell’aiuto della Caritas parrocchiale.

Non c’è differenza tra italiani e stranieri: i dati infatti riportano come coloro che richiedono un sostegno siano sia persone nate in questo Paese, sia provenienti da altri Stati. Una cinquantina invece gli utenti che hanno usufruito esclusivamente dello sportello relativo alla distribuzione di vestiario, ed in questo caso c’è una netta maggioranza di richieste da parte di donne straniere.

Tra coloro che sono stati registrati alla Caritas cormonese, anche 10 persone di passaggio, non del territorio e senza fissa dimora. Gli alimenti vengono forniti dal Banco alimentare e dalla Fead, oltre che dalle raccolte svolte durante l’anno ai supermercati Coop e Crai di Cormons. Nelle settimane pre-natalizie, invece, la parrocchia organizza iniziative che aiutano a raccogliere materiale per riempire le borse della spesa. Due i giorni durante i quali avviene la distribuzione di vestiario: mercoledì pomeriggio e sabato mattina, che sono anche i momenti della settimana durante i quali è possibile – per chi lo desiderasse – lasciare abbigliamento, vettovaglie e ciò che non viene più usato e può essere riutilizzato da chi è meno fortunato. Fondamentale, però, è il fatto che venga donata merce in buono stato: non è raro, infatti, che alcuni dei vestiti che vengono lasciati alla Caritas siano in pessime condizioni e quindi non possano essere donati.

A volte, a seconda degli oggetti che vengono lasciati alla Caritas, vengono distribuiti anche prodotti per l’igiene personale e per bambini, con una raccolta di materiale scolastico che viene fatta dalla parrocchia ogni mese di settembre, quando inizia l’anno didattico e c’è più bisogno di rifornire di oggettistica (libri, penne, astucci, quaderni) necessaria per seguire le lezioni i bimbi delle famiglie meno fortunate.

Importantissimo in questo sistema l’operato dei volontari: attualmente ce ne sono 12 che si dedicano alla Caritas parrocchiale, mentre altri 4 operatori si occupano del centro di ascolto, ossia di quello sportello dedicato a chi chiede un tipo di aiuto non economico, bensì relativo a problematiche sociali quali dipendenza da alcool o gioco d’azzardo o situazioni di disagio psicologico relativo a depressione, solitudine (un problema sentito soprattutto dalla popolazione più anziana) o, a volte, anche violenza.

Proprio perché il Centro della Caritas parrocchiale aiuta persone che attraversano un periodo di difficoltà dovuto a variegate ragioni, il target d’età di coloro che chiedono sostegno è altrettanto eterogeneo: si va infatti dal ventenne all’ultraottantenne. –



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