La cascata di coupon nella redazione del Piccolo di Gorizia: il fascino del vintage vince sulla dittatura del like

GORIZIA La cascata di coupon indistinti da separare e contare non era scontata perché le schede da ritagliare dalle pagine del giornale si scontrano con la velocità dei Like sui social network. Richiedono un discreto impegno di tempo. Non è istinto puro, è razionalità perché se si può anche scegliere di pancia una delle quattro opzioni, poi il tagliando deve essere - appunto - ritagliato e portato fisicamente in un altro luogo. Certo, c’è stato chi lo ha imbustato e spedito con la posta tradizionale, ma quasi tutti i lettori/elettori si sono presi la briga di uscire di casa e affrontare, in un modo o nell’altro, la nuova viabilità del centro. Hanno quindi testato in prima persona il senso unico e le piste ciclabili e per questo, in alcuni casi, hanno anche cambiato idea. Forse il coupon è un po’ vintage, ma come accade per l’abbigliamento, tutto è ciclico e, alla fine, le mode ritornano anche per ciò che non è propriamente da vestire.
In questi 18 giorni, i goriziani hanno, dunque, riscoperto una dimensione slow e un po’ datata e, a differenza di quanto si potrebbe pensare, a raggiungere la redazione di corso Italia 74 per depositare personalmente il proprio voto, ci sono stati anche diversi giovani.
Teoricamente - a parte la quarta opzione - il quesito non richiedeva risposte aperte. Bisognava solo barrare una delle alternative indicate, ma come già emerso in queste settimane attraverso il dibattito quotidiano, c’è stato chi è andato oltre, accompagnando i coupon con disegni e relazioni o, semplicemente, scrivendo sulla stessa scheda accanto alla propria scelta. Verrebbe da pensare che lo abbiano fatto soltanto quanti hanno optato per l’ultima soluzione, ma così non è.
C’è chi optando per la prima ipotesi, il ritorno al doppio senso con ciclabili sui controviali, ha polemizzato sottolineando: «Attualmente nei controviali neanche i pedoni passano!!Causa: tavolini dei bar» e chi, domandandosi quanti siano i goriziani che usano la bicicletta, ha definito il progetto di bike-sharing un fallimento.
Per la seconda opzione, quella che prevede il mantenimento del senso unico, ma l’eliminazione di una fila di posteggi, c’è stato chi ha cancellato l’ipotesi del multipiano di via Manzoni aggiungendo: «Più piste ciclabili in tutta la città. Basta con le automobili», o chi accogliendo tout court la scelta, comunque, aggiunge la richiesta di allungare la zona pedonale fino all’incrocio con le vie 9 Agosto e 24 Maggio.
Neppure la terza scelta, quella che prevede il mantenimento della situazione attuale, è indenne da critiche. Un lettore ha aggiunto che deve essere accompagnata dal senso unico in uscita di via Duca d’Aosta; un altro ha cancellato la seconda parte e accompagnerebbe le piste ciclabili sulla carreggiata centrale al doppio senso, eliminando una fila di posteggi. Ma c’è pure chi chiede di invertire i sensi di marcia delle laterali, come via Rossini e via Bellini.
Per la quarta opzione, quella che più di tutte richiede suggerimenti, tra i tanti già pubblicati (isola pedonale più o meno ampia, posteggi a pettine, ciclabili addossate agli edifici), vale la pena citare quello di Garbriele Castignetti che allegando una mini-relazione propone il ritorno al doppio senso con doppia fila di posteggi e ciclabile sui controviali che però, all’altezza dei bar, dovrebbe uscire sulla strada prendendo il posto dei parcheggi. «Facendo così - nota - si riuscirebbe a fare contenti tutti quanti». E magari è davvero così. Chissà. —
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