La Cgil con Casotto chiede controlli Serracchiani: «Al centro la legalità»

«Siamo contenti se Fincantieri fa da garante ai lavoratori vittime di sfruttamento e si occupa del loro ricollocamento. Lo chiediamo da anni. Ma anche che la misura sia estesa a tutto l’indotto. Così chi denuncia perché ricattato potrà farlo liberamente perché è protetto. Così la legalità in cantiere non sarà un’eccezione, ma una regola diffusa». Il segretario della Cgil Thomas Casotto interviene sulla vicenda di schiavismo sventata in cantiere, ribadisce che il sindacato è aperto alla collaborazione e chiede finalmente un’«operazione chiarezza» sul fronte dell’appalto.
«Bisogna capire se realmente ci sono problemi di orari da controllare e se accade che i badge si smagnetizzino – aggiunge – e sul protocollo di legalità è di attualità ora una revisione a livello locale con controlli più serrati. Ma bisogna pensare anche alle altre istituzioni che sono sottorganico: non si può vincere la battaglia se manca lo Stato. Bisogna potenziare l’Ispettorato del lavoro, la medicina del lavoro e tutti gli altri organi ispettivi».
Secondo il segretario della Cgil le irregolarità delle paghe nell’area dell’indotto sono ancora una piaga e questo fa in modo che si crei «concorrenza tra le ditte serie e quelle che non lo sono».
«Continuano le segnalazioni di lavoratori che denunciano poca chiarezza sulle buste paga – conclude Casotto – bisogna fare chiarezza. Anche su numerose applicazioni del contratto per diversi lavoratori. Vengono inquadrati in livelli molto più bassi rispetto alle mansioni svolte».
«Lo sfruttamento dei lavoratori è una ferita aperta e anzi e lo sfilacciamento della solidarietà sociale lascia gli individui sempre più soli e indifesi, tutti, italiani e stranieri. Contro questi veri e propri gruppi criminali bisogna stare molto in guardia e non perdere di vista l’obiettivo della legalità e della sicurezza». Lo afferma Debora Serracchiani, capogruppo Pd nella commissione Lavoro della Camera. «In questo caso – rileva – lo strumento del Protocollo Quadro Nazionale di legalità firmato tra il ministro Minniti e Fincantieri ha mostrato efficacia, ma occorre insistere sulla vigilanza e la prevenzione, stringere le maglie anche nell’ambito della formazione e sicurezza sul lavoro».
Sulla vicenda interviene anche il deputato M5S Luca Sut. «Esprimo sconcerto per la notizia dell’arresto di un titolare dell’azienda di Monfalcone, al centro di un grave quadro di reati compiuti contro inermi lavoratori che, da quanto finora trapelato, erano vittime di un sistema vessatorio di importante rilievo penale. Lo scenario tratteggiato non fa che confermarci l’esistenza di scenari occupazionali non all’altezza di un Paese civile, ma contro cui questo Governo non si fa cogliere impreparato».
Sut spiega che «La manovra 2019 ha predisposto il deciso rafforzamento dell’organico dell’Ispettorato del Lavoro, fondamentale per il potenziamento dei controlli. Lo Stato c’è ed è dalla parte dei lavoratori, mentre non intende fare sconti a chi si macchia di reati come quelli contestati in questa brutta vicenda». «La nostra regione – conclude – nasce con una cultura d’impresa sana e non permetteremo a simili imprenditori di inquinare un contesto fatto di rispetto delle regole e rispetto di chi lavora». –
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