«La Ferriera risanata entro dicembre»

Siderurgica Triestina, società proprietaria della Ferriera, ha inoltrato ieri alla Regione la richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale, indispensabile per poter continuare l’attività e ha contestualmente presentato lo stato dei lavori per il risanamento degli impianti e la riduzione o eliminazione delle emissioni ambientali a Sara Vito, Vittorio Zollia e Umberto Laureni, assessori all’Ambiente rispettivamente di Regione, Provincia e Comune e al direttore generale dell’Arpa Luca Marchesi nel corso di un sopralluogo all’interno dello stabilimento di Servola.

Già lunga, come si evince anche dalla tabella che pubblichiamo, la lista degli interventi effettuati sull’altoforno, la macchina a colare, l’agglomerato, la cokeria anche se su quest’ultima in particolare, al centro delle principali proteste di comitati di cittadini e associazioni ambientaliste, restano una serie di interventi da fare, ma che si concluderanno tutti al massimo entro dicembre. «Per quanto concerne la cokeria - ha sottolineato Alessandra Barocci, consulente ambientale dell’azienda - è ferma volontà di Siderurgica Triestina raggiungere livelli di compatibilità ambientale efficaci e rispettosi delle normative vigenti».
Per raggiungere questo obiettivo, ha confermato Barocci, «è prevista la realizzazione di un progetto innovativo per la captazione anche delle emissioni fuggitive che consentirà di ottenere performance ambientali che andranno ben oltre i limiti indicati dalle nuove normative europee in materia ambientale (Bat). Il nuovo impianto di aspirazione è progettato per captare, depolverizzare e filtrare le emissioni delle diverse aree della cokeria: batterie forni, macchina caricatrice, zona movimentazione e selezione coke, zona sottoprodotti».
La società ha anche confermato che nella seconda metà di maggio attraccherà alla banchina portuale dello stabilimento (dove in questi ultime mesi si è registrata, rispetto al passato un’impennata di movimentazioni) la nave che trasporterà gli impianti che costituiranno il nuovo laminatoio a freddo.
«Obiettivo della visita - riferisce in una nota Siderurgica Triestina - è stata l’illustrazione ai responsabili degli enti territoriali dei lavori eseguiti e in fase di realizzazione nello stabilimento attraverso un percorso che, partendo dalla zona dell’ex acciaieria che dovrà appunto ospitare il nuovo impianto di laminazione a freddo, si è snodata lungo la banchina (oggetto di ripristino della pavimentazione che rappresenta uno dei presidi previsti per la messa in sicurezza operativa delle aree indicati dall’Accordo di programma), per proseguire nella zona dei piezometri dedicati al monitoraggio delle acque di falda e nelle aree degli impianti di produzione».
L’investimento complessivo annunciato dal Gruppo Arvedi per Servola è di 172 milioni: 25 riguardano il fronte ambientale di cui 15 per il risanamento degli impianti e 10 per la messa in sicurezza dei suoli. Il secondo Accordo di programma ha messo in campo anche 41 milioni di soldi pubblici per la bonifica e la reindustrializzazione dell’area. Invitalia, soggetto attuatore, dovrebbe impiegarli in particolare per realizzare il barrieramento a mare e l’impianto di depurazione delle acque secondo un cronoprogramma di 18 mesi. «Le attività di risanamento impiantistico previste dall’Accordo di programma e dalle Bat - aggiunge la nota di ieri di Siderurgica Triestina - sono state effettuate, in questi primi mesi di gestione effettiva dello stabilimento, con le modalità e i tempi previsti. Per le opere ancora da realizzare, è doveroso ricordare che l’azienda, per poter proseguire con i lavori, deve attendere le necessarie autorizzazioni a procedere da parte degli enti preposti».
L’emissione stessa dell’Aia da parte della Regione potrà avvenire solo dinanzi a interventi certificati con rigido rispetto dei parametri riguardo alle prescrizioni che verranno emesse. Una sorta di operazione di sorveglianza sul risanamento ambientale da parte delle amministrazioni territoriali è già scattata a gennaio con una riunione convocata dal Comune.
«L’ultima Autorizzazione integrata ambientale è già scaduta nel febbraio 2014 - aveva dichiarato l’assessore Laureni - e le proroghe con cui la Ferriera continua a operare non sono del tutto soddisfacenti». Dal rispetto dei parametri dipende la sopravvivenza dell’area a caldo e con essa la possibilità che quando, l’anno prossimo, entrerà in servizio anche il laminatoio a freddo, l’occupazione salga dalle attuali 400 a 700 persone. «Gli interventi proposti vanno senza dubbio nella direzione di migliorare la situazione - ha commentato l’assessore Vito - ma con Arpa verificheremo passo passo l’avanzamento dei lavori e metteremo in atto tutti gli interventi necessari per il costante monitoraggio del sito industriale».
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