La guerra degli ambientalisti: «Parco del mare immorale»
È fissato per domani il confronto pubblico voluto da Legambiente Trieste, Triestebella e Comitato La Lanterna per «fermarsi a riflettere» e informare i cittadini sul «fantomatico progetto del Parco del mare».
La zona interessata a tale trasformazione, sulla quale, per l’appunto, le istituzioni puntano a far sorgere un nuovo acquario, si colloca in un’area di fatto strategica per le Rive, in prossimità del molo Fratelli Bandiera e della Lanterna. «Consapevoli dell’importanza di questi spazi pubblici», i promotori del dibattito incitano ad una «grande partecipazione civica» all’incontro, poiché «l’assunzione di determinate decisioni potrebbero condizionare sia la funzionalità dell’accesso al porto che la vivibilità di un’area cittadina già intensamente vissuta».
Sono tre le tematiche principali che si intendono affrontare all’incontro di domani: l’urbanistica, i costi e il contenuto culturale e «pseudoscientifico» dell’acquario.
Rispetto al primo punto, in particolare, sarà oggetto di discussione la salvaguardia della zona portuale, «estremamente delicata e di grande valore architettonico e paesaggistico per le Rive». Anche per la preziosa contiguità al mare infatti, non è vista dagli ambientalisti come necessaria la costruzione di ulteriori manufatti che possano compromettere la fruibilità dell’area oltre a, per certi aspetti, «danneggiare anche la sostenibilità ambientale».
Sulla tematica dei costi invece (e anche sul progetto in sé), come ampiamente sottolineato ieri da tutte la associazioni nel corso della conferenza stampa di presentazione del confronto di domani, «non vi è alcuna chiarezza».
Il Parco del mare è stato prospettato come un’iniziativa promossa e finanziata da Camera di Commercio e Regione e poi gestita da una società: «Perché dunque non si stimano pubblicamente le ricadute attese sul territorio di un’iniziativa finanziata da risorse regionali e da quelle della Camera di commercio, provenienti dal Fondo benzina e dalle quote degli associati? I contributi pubblici dovrebbero essere stanziati e profusi per la città».
Infine, si intende discutere il modello, da molti ritenuto immorale, di allestire uno classico «zoo per pesci»: nessun Parco quindi, secondo gli ambientalisti, ma «solamente spazi stretti e crudeli nei quali rinchiudere pesci».
A questo dibattito sono state invitate tutte le istituzioni (Camera di Commercio inclusa, per la seconda volta). Appuntamento alle 16.30 nella Sala Vittoria del Cral, a lato della Stazione marittima. In caso di maltempo, invece, il focus andrà in scena in via del Collegio, nella sala a fianco alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. —
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