La lista degli interventi da attuare per arrivare all’inclusione tra “contras” e regia regionale

Vederci chiaro sulla mission di Monfalcone all’interno dello schema di protocollo d’intesa per l’accoglienza e l’inclusione dei bambini nelle scuole dell’infanzia, relativamente all’area del Monfalconese. Nell’ottica di garantire il diritto all’istruzione, all’inclusione e all’integrazione interculturale. È quanto si propone, in caso di necessità con azioni, l’opposizione.

A incalzare, sempre a nome anche dei consiglieri dem Lucia Giurissa, Paolo Fogar e Gianfranco Zorzin, Annamaria Furfaro (La nostra città), Omar Greco (Art 1), Cristiana Morsolin (La sinistra), Gualtiero Pin (M5S) ed Elisabetta Maccarini (Gruppo misto), è ancora Fabio Delbello, il quale cita l’articolo 3, comma 6, dello schema di protocollo per snocciolare gli obblighi che verrebbero in capo a Monfalcone: «Facilitare i servizi di trasporto – sostiene –; contribuire al potenziamento dell’offerta formativa nelle scuole dell’infanzia del Comune, cioè sbrigarsi a rifare la Collodi; attivare una collaborazione con le famiglie degli alunni di origine migratoria per favorire il coinvolgimento delle stesse nel percorso di iscrizione e nel processo di inserimento dei minori; attivare una collaborazione con questi genitori attraverso le associazioni territoriali per promuovere percorsi condivisi e scelte consapevoli tese a favorire la migliore riuscita delle proposte educative, compresa l’equa distribuzione dei bambini e delle bambine negli istituti del territorio».

Già la scorsa settimana l’assessore staranzanese all’Istruzione Serena Francovig aveva rilevato come la posizione di Monfalcone fosse essenzialmente definita, mentre tutti gli altri enti venissero considerati sotto altro punto di vista, a suggerire una posizione di subalternità, a detta sua inaccettabile, rivendicando così parità di trattamento tra le varie municipalità. Una riflessione poi messa, nero su bianco, dai sindaci dei tre comuni dissidenti, nella loro risposta alla Regione («l’analisi è concentrata alla sola Monfalcone» e «il flusso di informazioni e decisioni è univoco»). Che si erano detti disposti «ad accogliere un protocollo rivisto» che però «tenga conto di quanto evidenziato e coinvolga in maniera più attiva e paritaria i Comuni e preveda un tavolo di coordinamento allargato alle associazioni e sindacati, sul modello degli altri tavoli regionali e della Prefettura» . –

Ti. Ca.

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