La matematica è tornata di moda tra le ragazze

Il calo quando la carriera dell’insegnamento aveva subito un rallentamento, inversione di tendenza dall’anno scorso  



«Fino alla fine degli anni '90 le ragazze iscritte al Corso di laurea in Matematica erano la netta maggioranza, con percentuali dell'ordine del 70%. Ma quando la carriera dell'insegnamento ha subito un rallentamento, la percentuale di studentesse, e anche il numero totale di iscrizioni, sono drasticamente calati. Negli ultimi tre anni però c’è stata un’inversione di tendenza: in particolare l’anno scorso, quando il Dipartimento di Matematica e Geoscienze è stato selezionato tra i 180 Dipartimenti italiani di Eccellenza, abbiamo registrato 88 nuove immatricolazioni, un numero più che raddoppiato rispetto a quattro anni fa, che in parte può essere dovuto anche alla risonanza data dai media alla notizia delle vincita della medaglia Fields, una sorta di premio Nobel per la matematica. E vi è stato anche un buon riequilibrio di genere». Riassume così Francesco Princivalle, direttore del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, l’andamento del numero delle iscrizioni alla triennale in Matematica negli ultimi anni, che dalle 33 studentesse e 54 studenti dell’anno 2015/2016 è passato, per l’anno 2017/2018 a 54 studentesse e 79 studenti. Nella laurea magistrale invece, che conta circa 20-25 iscrizioni l’anno, la predominanza maschile è più marcata.

«Ma il divario di genere si sta colmando e la situazione italiana è analoga a quella di altri paesi europei», commenta Martina Plazzotta, 25enne all’ultimo anno della magistrale in matematica dell’ateneo giuliano. Martina può allargare lo sguardo anche all’estero, perché durante il suo percorso, grazie al programma Erasmus, ha potuto studiare matematica anche nel Regno Unito e a Lubiana.

«In tutte queste università ho trovato un ambiente scientifico molto accogliente e collaborativo, per nulla avvezzo alle discriminazioni, perché per gli studiosi di scienze e matematica l’obiettivo è quello di scoprire sempre qualcosa di nuovo e chi voglia contribuire è sempre il benvenuto», racconta Martina, che confessa che la passione per la matematica ce l’ha avuta fin da bambina. «Nel mio caso ho capito che si trattava di una strada fattibile anche grazie a mio fratello maggiore, che ha studiato Fisica», evidenzia la studentessa, che sta già lavorando come insegnante in un liceo ma vuole tenersi molte porte aperte, perciò sta studiando per conto proprio anche un po’ di programmazione e non esclude neppure la strada del dottorato. «Nel nostro corso, anche se in minoranza, abbiamo delle ottime docenti donne, che dimostrano come anche la strada dell’accademia sia percorribile». Concorda con lei Laura Dolce, palermitana al secondo anno della magistrale in Matematica e rappresentante degli studenti: «Le ragazze non s’iscrivono a Matematica solo per diventare insegnanti, ma perché offre una quantità di sbocchi diversi». —





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