La piccola Elisa di 5 anni figlia di Nelli e Freedom coppia nata nel Fan club

Antonella è arrivata da Reggio Calabria: 15 ore di viaggio e non sentirle. Alcuni hanno visitato i luoghi dove la cantante teneva i primi raduni e dove è stato girato il video di “Luce” 

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C’è chi ha affrontato un viaggio di 15 ore da Reggio Calabria per essere a Monfalcone puntuale per il concerto di Elisa, ma con Antonella Marando, arrivata a in città venerdì dopo aver attraversato lo Stivale, ieri sulla scalinata di salita Granatieri in attesa c’erano fan da tutta Italia. E dai 5 anni in su, perché è questa l’età della piccola Elisa, che altro nome non poteva avere, come hanno spiegato i genitori, Nelli e Freedom, romani conosciutisi attraverso il Fan club. Le più mattiniere sono forse state invece le giovanissime Anna e Denise, partite nelle prime ore della mattina da Brescia con i loro genitori. «No, non è il primo concerto di Elisa, che abbiamo ascoltato dal vivo già diverse volte», hanno spiegato ieri, prendendo per mano Elisa, con cui avevano giocato fino a poco prima. «In effetti sì, è come una grande famiglia – ha spiegato ieri Freedom –. Ci conosciamo tutti e siamo circa un migliaio, anche se poi magari ci si sente più con qualcuno che con altri nel corso dell’anno».

In circa 150 sono quelli che hanno deciso di non perdersi l’occasione di ascoltare, in un concerto gratuito, quella che non è solo la cantante e musicista preferita, ma un vero punto di riferimento. Se non un oggetto di culto a vedere alcune delle magliette realizzate dal gruppo negli anni, come quella che sotto un’immagine di Elisa trasformata in un’icona religiosa recita “Nostra signora di Monfalcone”, o il tour dei “luoghi sacri” realizzato in questi giorni da alcuni fan. «Siamo a Monfalcone dal 26, giovedì, e così siamo andati a visitare i luoghi di culto – ha raccontato ieri Nelli –, cioè Redipuglia, dove Elisa realizzava i primi raduni, e il Lisert e il Villaggio del Pescatore, dov’è stato girato il video di “Luce. Tramonti a Nord Est”. A Trieste forse ci andremo domani (oggi, ndr), mentre non siamo riusciti a passare all’Isola della Cona questa volta». Già, perché per molti fan Monfalcone e dintorni sono posti conosciuti e anche amati.

«Da Roma questo è l’unico posto in cui ci trasferiremmo – ha confermato ieri Freedom –. Erano due anni che non riuscivamo a venire a Monfalcone e siamo davvero contenti di essere qui. Magari fossimo riusciti a rimanere fino a Capodanno».

Negli anni hanno visto il territorio all’estremo Nord Est d’Italia cambiare e non poco gli “ultras” di Elisa, che in questi giorni si sono sistemati in appartamenti, anche a Panzano, e in bed&breakfast. «Siamo venuti qui in macchina con la spesa, perché non c’erano discount e centri commerciali – ha spiegato Nelli –, mentre ora c’è davvero tutto». In una dimensione che, per chi arriva dalla grandissima città, resta di “paese”. Nel senso buono, come per Elisa. «È di un’umanità unica, è una persona – ha detto ancora Nelli –. È diventata una “divinità”, ma è rimasta sempre la stessa ragazza di paese, che ti spinge al rispetto per gli altri e per ciò che ti circonda. È sincera e credo che prenda le sue decisioni a prescindere dal marketing, come avvenuto con la campagna per adottare 2 mila alberi abbinata all’ultimo tour, questo autunno».

I fan, arrivati in buon numero dalla Lombardia e dal Veneto, non hanno comunque incontrato la cantante nei giorni precedenti il concerto, ma contavano di farlo ieri. «Come avvenuto cinque anni fa, a Marina Julia, quando il concerto non c’è stato, ma abbiamo avuto modo di stare con lei», ha sottolineato Freedom. —





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