La rivolta dei barellieri sbarca a Palazzo

Fischietti e striscioni davanti al Consiglio regionale. Sotto accusa l’esternalizzazione del servizio. A rischio decine di posti
Foto Bruni Trieste 17.05.2019 I barellieri protestano davanti la Regione
Foto Bruni Trieste 17.05.2019 I barellieri protestano davanti la Regione



Alcuni con i fischietti in bocca e gli striscioni in mano, altri impegnati a scandire in coro il termine di “buffoni” rivolto agli inquilini del Consiglio regionale. È stata una protesta molto vivace quella attuata ieri mattina da una ventina di barellieri del Maggiore e di Cattinara che operano in regime di appalto, da giorni impegnati in un braccio di ferro, perché per loro all’orizzonte si sta concretamente prospettando l’ipotesi di un dimezzamento dello stipendio.

La vicenda è semplice. Oltre ai 25 dipendenti diretti dell’AsuiTs, ce ne sono altri 35 che lavorano su incarico di un’associazione temporanea d’impresa che ha al suo interno Coopservice e Fhocus. La Ati era subentrata, poche settimane fa, in qualità di seconda classificata, alla Rekeep, che aveva vinto l’appalto per il servizio nel 2017 e doveva proseguire per altri 20 mesi fino a dicembre 2020, ma aveva poi rinunciato, rescindendo il contratto in quanto la situazione non era più giudicata economicamente sostenibile. L’amara sorpresa è di pochi giorni fa, quando la Ati ha annunciato un taglio delle ore di lavoro con conseguente sforbiciata dello stipendio. «Su 35 lavoratori solo 6 hanno accettato la riduzione di orario e remunerazione - ha spiegato Davide Novelli, segretario provinciale della sigla autonoma Fails -. Tutti gli altri, salvo alcuni impossibilitati per cause di forza maggiore, sono qui oggi adesso per denunciare una situazione che non è accettabile. Non si può permettere che in un servizio essenziale come il nostro, in un contesto di assistenza sanitaria alla gente, si continui a procedere con gare al massimo ribasso. Se la pubblica amministrazione internalizzasse questi servizi, risparmierebbe».

«Questa protesta evidenzia solo la punta dell’iceberg - ha sottolineato un altro barelliere - perché come noi ci sono troppi servizi gestiti con questo sistema. I cittadini non meritano tutto questo. Siamo sempre stati apprezzati per la qualità del nostro lavoro – ha ricordato – e in questi giorni abbiamo raggiunto quasi 2.500 firme a favore della nostra causa». «Non è eticamente sostenibile che si lavori a cottimo in questo ramo - ha osservato un altro barelliere - anche perché il numero dei trasportati non è mai programmabile. Sappiamo che anche i medici di Cattinara e del Maggiore sono dalla nostra parte».

Ieri Novelli ha anche voluto lanciare una critica ai sindacati confederali: «Hanno voluto sottoscrivere l’accordo con l’AsuiTs e l’impresa che ha vinto l’appalto senza avere un solo iscritto nella nostra categoria. A loro evidentemente va bene questa riduzione di orario e di stipendio - ha proseguito -, però non si sono mai preoccupati di sentire i lavoratori, magari convocando un’assemblea». —



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