La terza corsia al traguardo nel 2031

Priorità alla realizzazione della tratta Palmanova - Portogruaro, da completare entro il 2022. L’amministratore delegato di Autovie Venete, Maurizio Castagna, ha illustrato ieri all’assemblea dei soci il nuovo piano finanziario per la realizzazione della terza corsia della A4, rivisto nel senso di un maggiore “realismo” con un conseguente percorso meno tortuoso (e oneroso) nel reperire i finanziamenti necessari.
Castagna, confermato nel Consiglio di amministrazione di Autovie fino alla decadenza dell’organismo di amministrazione (prevista a giugno 2015), è entrato nel dettaglio del nuovo piano, approvato a giugno e ora all’esame del governo, partendo dai numeri, che parlano di un taglio di 159 milioni di euro al costo complessivo della terza corsia rispetto ai 2.145 milioni previsto dal piano 2009. «Al 30 giugno 2014 - ha spiegato l’amministratore delegato - sono stati realizzati interventi per 558 milioni». Rimangono quindi 1.428 milioni da completare, troppi con questa congiuntura economica e con i paletti ministeriali che impediscono di alzare troppo le tariffe autostradali, che Autovie in una prima fase aveva previsto in crescita del 13% all’anno ma che per il 2014 sono rimasti fermi a un +7,17%. Meglio quindi agire per step e per priorità.
«Completato il primo lotto, fondamentale per raccordarsi con il Passante di Mestre - ha analizzato Castagna - occorre andare avanti pensando a lotti che possano avere una loro autonomia funzionale. Quindici anni fa si parlava della priorità di collegare Palmanova e Portogruaro, oggi torniamo a quella previsione, che comporta un investimento coerente con i flussi di cassa».
L’obiettivo primario è quindi realizzare, entro il 2022, la tratta friulana della terza corsia fino alla città stellata, opera che vale un investimento di 849 milioni di euro che hanno già una copertura finanziaria della metà circa, tenendo conto della liquidità disponibile nelle casse di Autovie (circa 20 milioni), dei 150 milioni che arrivano dalla Cassa Depositi e Prestiti, dei 100 milioni che dovrebbero arrivare dalla prossima legge di stabilità (e ci sono ancora 5 milioni residui dalla finanziaria 2014) e dei 30 milioni dello Sblocca Italia, oltre a risorse proprie di Autovie che ammontano a 135 milioni fino al 2017 e quelle che deriveranno dagli aumenti tariffari. Restano quindi “scoperti”, e quindi da reperire sul mercato, 270-300 milioni di euro. «Abbiamo avuto degli incontri con la Bei -ha aggiunto Castagna - che si è detta disponibile a fornire ulteriore risorse, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, per andare a contrattualizzare i lavoro del terzo lotto e di parte del quarto». Un piano che l’ad di Autovie definisce «più realistico e presentabile» e che dovrebbe consentire di arrivare alla realizzazione del 75% delle opere relative alla terza corsia entro il 2025.
Castagna esclude la possibilità che il restante 25% venga accantonato in maniera definitiva: «Il piano prevede che la parte residua del progetto, che ammonta a 558 milioni di euro, vada realizzata in una seconda fase per essere conclusa entro il 2031». Si tratta soprattutto del secondo lotto (oltre a una parte del quarto, da Palmanova a Villesse), in particolare del tratto che va da San Donà di Piave a Portogruaro) che però risulta meno urgente in quanto, in caso di necessità, è possibile bypassare la A4 per attraversare la A28, riallacciandosi poi al percorso principale a Portogruaro.
Autovie, come hanno confermato lo stesso Castagna e il presidente Emilio Terpin, resta ora in attesa di una risposta da parte del governo, anche perché c’è in piedi, e non è una partita secondaria, l’allungamento della concessione (che scade nel 2017) fino ad almeno il 2025, con l’ipotesi di arrivare al 2038, anno in cui è previsto l’ammortamento dell’opera. «La procedura è in corso - hanno assicurato i vertici della società - e da parte nostra c’è l’impegno per muoverci all’interno delle regole per avere le certezze necessarie per gli obiettivi che ci siamo posti».
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