La tragedia dell’Olocausto spiegata agli studenti triestini

Concerti, laboratori, incontri e viaggi della memoria al campo polacco di Terezin nel programma per le scuole definito dal Comune insieme alla Comunità ebraica



Far conoscere il passato, coinvolgendo le nuove generazioni. Sono gli obiettivi di fondo del progetto “Shoah: dalla memoria alla vita”, promosso dall’assessorato alla Scuola, Educazione, Università e Ricerca del Comune di Trieste in collaborazione con l'Associazione Musica Libera e con la Comunità Ebraica di Trieste e con il sostegno della Regione.

Un’iniziativa pensata come tappa di avvicinamento alla “Giornata della Memoria”, in programma il 27 gennaio, che punta a coinvolgere il maggior numero possibile di giovani, nello specifico quello degli istituti superiori, rappresentati dai liceo classici Carducci-Dante e Francesco Petrarca, dall’istituto Nautico-Galvani, dal liceo scientifico Francesco Petrarca, dal liceo artistico Nordio, dall’istituto tecnico Volta”, e del Da Vinci-Carli-Sandrinelli, per un totale di una sessantina di studenti.

Il progetto è strutturato in un serie di incontri, concerti e laboratori e sfocia in un viaggio di quattro giorni al ghetto e campo di concentramento di Terezin e tra i siti storici di Praga, tappe previste per il mese di marzo del 2020. Ma perché un sito “minore” come a Terezin, zona situata a circa 60 km a nordest di Praga, e non luoghi simbolo della tragedia dell’Olocausto come gli inferni di Dachau e Auschwitz? «Volevamo dare vita ad un progetto completo e dettagliato riguardo il dramma della Shoah - ha precisato l'assessore comunale Angela Brandi -. Crediamo fortemente che una sola data sul tema sia troppo limitata anche sul piano della riflessione e dello sviluppo dei concetti a favore delle nuove generazioni».

Il piano è stato accolto con entusiasmo dalla stessa Comunità Ebraica di Trieste, come ha sottolineato il Rabbino Alexander Meloni, intervenuto ieri in Comune alla presentazione del progetto: «Mai come in questo momento un progetto simile, cioè lungo e articolato, appare necessario – ha sottolineato Meloni –. Il concetto di Storia appare distorto oramai e soprattutto i giovani non si sentono coinvolti, anche se qui non conta parlare tanto della Shoah quanto dei contesti sociali e civili attraverso i quali ha potuto svilupparsi e come – ha aggiunto il Rabbino – alcune popolazioni siano rimaste spettatrici al dramma».

Il percorso aprirà i cancelli con l'incontro in programma domani alle 17.30, al Polo di aggregazione giovanile Toti in via del Castello 1 a San Giusto, teatro di una presentazione più dettagliata del progetto alla presenza dello staff costituito dallo storico Alessandro Carrieri, il musicista Davide Casali, Luisa Franco, Eugenio Bevitorio ed il regista Diegio Cianetiempo. Si proseguirà il 23 gennaio al Museo Ebraico di via del Monte 3, il 13 febbraio alla Sinagoga, il 26 febbraio e il 4 marzo ancora al Pag, sempre alle 17.30. —





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