La zona industriale piace a quattro nuove imprese

All’assemblea di bilancio del Consorzio spuntano tre aziende che vogliono allargarsi Il presidente Russo: «Segnali importanti, abbiamo richieste di terreni per 2 milioni»
Bonaventura Monfalcone-06.09.2018 Nuovo direttore Russo-Consorzio industriale-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-06.09.2018 Nuovo direttore Russo-Consorzio industriale-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Dopo un lungo periodo di silenzio torna l’attenzione delle imprese sulle zone industriali del Monfalconese, Schiavetti Brancolo ma in particolare quella del Lisert accanto al porto. In questi ultimi mesi al Consorzio per lo sviluppo economico del monfalconese sono arrivate sette manifestazioni di interessi ufficiali, scritte. Tre da parte di aziende già insediate che hanno varato progetti di ampliamento degli stabilimenti esistenti. Ma soprattutto quattro richieste per nuovi insediamenti.

La notizia è stata confermata ieri dal presidente del Consorzio Fabrizio Russo e dal direttore Cesare Bulfon a margine dell’assemblea di bilancio del 2018. Massima discrezione sui nomi degli imprenditori, l’unica indicazione sui settori di attività è che si tratta di realtà imprenditoriali attinenti ai servizi e complementari a welfare aziendali. Si parla di molte decine di nuovi occupati. «Un segnale nuovo e importante – commenta Russo con la dovuta cautela – si tratta di richieste ufficiali, manifestazioni di interesse scritte. Abbiamo richieste di terreni per un valore di almeno 2 milioni di euro». Un bel salto in avanti per il Consorzio che nel bilancio del 2018 ha registrato per ora, un dato positivo rispetto alla stasi degli ultimi anni, una vendita di un terreno per circa 33 mila euro alla Compagnia portuale, nella zona del Lisert quasi di fronte alla zona del porto, sul canale. Si tratta di un grande piazzale infrastrutturato che la Cetal aveva già utilizzato per ospitare automobili del traffico portuale e che la Compagnia utilizzerà sempre per operazioni portuali.

«La percezione che abbiamo è che si sia risvegliato l’interesse per il monfalconese da parte degli imprenditori – conferma Bulfon – c’è molto movimento e stanno arrivando tante richieste anche dai paesi confinanti, in particolare dall’Austria. Siamo fiduciosamente ottimisti».

Anche perché il clima nel Consorzio è positivo, lo si è percepito all’assemblea dei soci che hanno votato all’unanimità il bilancio che era pressoché in pareggio (+70 mila euro) ma è stato fatto un accantonamento di circa 245 mila euro come fondo rischi su un (paradossale) procedimento ancora aperto alla Corte dei conti (riguarda il contenzioso sulla famosa zona logistica-parcheggio al Lisert) e dunque il documento contabile si è chiuso a meno 175 mila euro. A dare il voto positivo anche l’ex presidente, Enzo Lorenzon che ieri era presente come socio in quanto presidente del Consorzio di bonifica.

Diverse le peculiarità fatte emergere dall’analisi delle voci di bilancio. In particolare quella delle spese, da cui emerge in maniera pesante la quota di Imu che il Consorzio deve versare ogni anno per i capannoni di proprietà, oltre 146 mila euro. E sulla stessa tabella sono in rilievo anche le spese per la manutenzione del verde, oltre 67 mila euro, dell’illuminazione pubblica, oltre 78 mila euro e delle concessioni al consorzio bonifica, altri 29 mila euro. Un totale di 180 mila euro annui che il Consorzio per lo sviluppo economico del monfalconese spende a favore degli insediati. Questi ultimi pagano una quota pari a complessivi 20 mila euro circa al Consorzio che comunque, per vivere, oltre agli affitti da parte degli insediati che non hanno acquistato l’area di produzione, guadagna con le deleghe amministrative dei lavori pubblici (opere e manutenzioni) affidati dalla Regione, dal Comune di Monfalcone e anche dagli altri comuni del territorio. –

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