Le ferrovie del Friuli Venezia Giulia ostaggio di un passaggio a livello

MONFALCONE Risale alla sera di giovedì 19 dicembre l’ennesimo guasto al passaggio a livello di Ronchi dei Legionari Sud che una dozzina di volte all’anno manda il traffico ferroviario in tilt penalizzando i pendolari dell’intera regione. A sciogliere le riserve annunciandone la sua chiusura è Fvg Strade: avverrà presumibilmente entro il 2021 con un finanziamento di 2,5 milioni di euro. I lavori partiranno appena i Comuni coinvolti (oltre a Ronchi, Staranzano, Turriaco e San Canzian d’Isonzo) daranno a Regione e Fvg Strade il via libera in forma scritta, con buona pace del Comitato dei pendolari Fvg, su cui i disagi «strutturali» si ripercuotono direttamente.
Il passaggio incriminato d’altronde si guasta in media una volta al mese (dati Rfi) ed è odiato anche dagli abitanti, costretti a lunghe code ogni volta che si abbassano le sbarre. Al punto che, il 12 dicembre scorso, un ignoto sabotatore potrebbe averne manomesso i sensori, provocando ritardi a catena che hanno coinvolto complessivamente dieci treni, di cui due cancellati.
L’ultimo episodio risale appunto all’altro ieri sera. Rfi ne ammette la causa, di natura elettrica, avvenuta tra le 18.06 e le 18.58. Maggiormente colpiti l’Intercity Roma-Trieste e il regionale Trieste-Udine -Venezia, arrivati a destinazione rispettivamente con 30 e 44 minuti di ritardo. I convogli sono rimasti bloccati fino all’arrivo dei tecnici di Rfi. Ma il problema, si accennava, tocca anche chi i treni non li prende. Coinvolge in particolare i residenti di Ronchi dei Legionari che, sul passaggio “Sud”, si imbattono quotidianamente per raggiungere, attraverso via XXIV maggio, il centro abitato e il rione di San Vito. La linea ferrata Trieste- Venezia è particolarmente trafficata, e le sbarre restano chiuse a lungo imbottigliando automobilisti, ciclisti e pedoni dentro o fuori dal paese: soltanto ieri mattina il sindaco di Ronchi Livio Vecchiet ha calcolato, lancette alla mano, «che il passaggio a livello è rimasto chiusto per 20 interminabili minuti». Non è un caso dunque che il primo cittadino di questo Comune sia il primo ad aver approvato il progetto per la sua cancellazione.
Se ne parla da quasi vent’anni. La prima convenzione in questo senso, l’ha precisato di recente Rfi, risale al 2002: prevedeva la realizzazione di una passerella pedonale sul passaggio a livello Ronchi Sud e di un sottovia carrabile in corrispondenza di un altro passaggio a livello, più periferico, sempre nel comune di Ronchi ma in via Dobbia. Il progetto, finanziato in parte (1,5 milioni di euro) da Rfi, naufragò con l’abolizione della Provincia cui sarebbe spettata la spesa rimanente.
Fvg Strade ne assume la competenza il primo gennaio 2018. «Presa in mano la questione, abbiamo dapprima fatto un’analisi del traffico» spiega Luca Vittori, direttore della divisione Nuove opere di Fvg Strade. La Spa ha così appurato come il traffico in via Dobbia fosse diminuito a fronte del nuovo raccordo creato tra la statale 14 e la provinciale Monfalcone-Grado. Di qui la rivisitazione del progetto iniziale. «Entrambi i passaggi a livello verranno chiusi. Ma quello di via Dobbia non verrà compensato da alcuna opera, in virtù del minor numero di mezzi che adesso lo attraversano. Quello di Ronchi Sud sarà invece sostituito da un sottovia ciclo- pedonale, e le auto verranno dirottate nel vicino cavalcavia esistente attraverso un collegamento fra la ex proviciale 1 e la statale 14» così il presidente di Fvg Strade Raffaele Fantelli. «Ammesso che i Comuni coinvolti, che a parole si sono detti favorevoli, inviino la loro risposta alla Regione e a noi, in forma scritta». Risposta che a Trieste sarebbe già in dirittura d’arrivo, limitata però a una condizione. «I Comuni di San Canzian e Turriaco, spalleggiati da Staranzano, chiedono in cambio soltanto una cosa» replica il sindaco di Turriaco, Enrico Bullian. Il suo assessore competente Nicola Pieri entra nei dettagli: «Passi che il passaggio a livello di via Dobbia non venga compensato dal sottovia, ma a questo punto è necessario che Regione e Fvg Strade realizzino un collegamento in grado di permettere, almeno a ciclisti e pedoni, di raggiungere in sicurezza il nuovo Polo intermodale a servizio del Trieste Airoport, dove ormai vanno tutti per prendere il treno». —
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