L’energia di domani tra nucleare “green” e isole autoalimentate

Lasorte Trieste 11/05/19 - Ridotto Teatro Verdi, Forum Energia
Lasorte Trieste 11/05/19 - Ridotto Teatro Verdi, Forum Energia



Il passaggio da un’economia lineare a una circolare, più sostenibile e attuale, con un’attenzione alle innovazioni “in progress” e future. Questo, in estrema sintesi, quanto emerso ieri mattina in occasione del Forum Innovazione ed energia, organizzato dal Distretto 2060 del Rotary guidato dal governatore Riccardo De Paola, insieme al Comune, rappresentato dal vicesindaco Paolo Polidori. Forum che, come anticipato da Giorgio Sedmak, presidente della Commissione relazioni internazionali del Distretto 2060 del Rotary, «avrà il suo sequel con Esof2020». La prima sessione, moderata da Riccardo Caronna, presidente della Commissione innovazione del distretto, ha visto l’intervento di Antonello Pezzini, consigliere del Comitato economico e sociale europeo Ten e rappresentante di Confindustria, che ha posto l’attenzione sulle prerogative regionali relativamente all’energia definendo l’Italia «un Paese assurdo perché ha voluto modificare il Titolo quinto della Costituzione per attribuire alle Regioni, tra cui certamente il Fvg, competenze che sono nazionali al fine di rendere gli stessi enti più efficienti, come fanno in Germania, anche se poi tutto questo non trova applicazione».

Francesco Cappello, poi, responsabile del Centro di consulenza energetica Enea, ha ricordato il progetto “Clean Energy for Ee Islands”, che riguarda sei isole pilota del Vecchio Continente, scelte dalla Commissione europea per la transizione verso l’energia pulita, tra cui Salina: «Nell’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, l’iniziativa europea intende favorire un percorso verso l’autosufficienza e la sostenibilità. A queste prime sei, entro la prossima estate, si uniranno altre 20 isole europee, fra cui Favignana e Pantelleria». A chiudere la prima sessione del Forum è stata la relazione di Alessio Lilli direttore generale di Siot - Tal Italia, che ha presentato la centrale petroelettrica realizzata dalla sua azienda «all’interno di un parco nazionale in Austria, che produce energia elettrica per il fabbisogno di tremila famiglie senza alcuna emissione nell’ambiente, sfruttando la caduta del greggio, grazie al dislivello successivo al passaggio delle Alpi, imitando il funzionamento di una centrale idroelettrica». La seconda sessione, moderata da Sedmak, è cominciata con l’intervento di Mario Signorini, ad di Mangiarottii, che ha illustrato l’importantissimo ruolo dell’azienda e del suo stabilimento di Monfalcone nel progetto “Iter” sulla realizzazione del primo impianto di fusione, anziché fissione, nucleare, «frutto di un accordo di cooperazione trentacinquennale tra Ue, Cina, Giappone, Corea, India, Usa e Russia, con un investimento di 25 miliardi».

Il rettore Maurizio Fermeglia, oltre ad aver ricordato il grande fisico triestino Giacomo Ciamician, pioniere dell’energia solare, ha lanciato l’allarme sui tempi d’arrivo della “tempesta perfetta” che potrebbe portare al collasso del sistema Terra prima del 2030 se non si attua una decisa sterzata: «Un modo può essere quello di un ritorno energetico sull’investimento stesso, ossia l’energia ricavata su quella consumata». La tavola rotonda condotta dal vicepresidente di Confindustria Vg Diego Bravar ha visto l’intervento di Enrico Samer secondo cui «il futuro porto 5.0, intermodale, connesso all’industria e alle istituzioni scientifiche e, soprattutto, “franco”, è praticamente realtà a Trieste».—



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