L’ex senatrice: «Giusto bloccare questa frenesia di demolire»

«Questa è frenesia demolitiva». A dirlo Laura Fasiolo, già senatrice, esponente di spicco del Pd. Rammenta, rifacendosi alla rubrica domenicale dell’architetto Diego Kuzmin, come «il soprintendente Luca Rinaldi predispose per il vaglio del ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza regionale una dichiarazione di interesse culturale per quel manufatto, uno degli ultimi in mattone. E decise per il vincolo, facendone istruire la pratica. Era il 2012. La pratica - spiega Fasiolo - pare non essere reperibile, quindi l’originale simbolo dell’archeologia industriale urbana di significativo interesse per le caratteristiche costruttive, oggetto superstite dello stabilimento per la produzione di tabacchi, pare destinato all’abbattimento. Perché non attendere? È d’obbligo l’invito alla riflessione, alla valutazione, a reperire e vagliare eventuali atti e testimonianze che avrebbero voluto o vorrebbero il vincolo di un bene architettonico da donare, non invece da sottrarre, alle generazioni future: un luogo della memoria di particolare pregio».
Secondo Fasiolo, l’eliminazione del manufatto non sarebbe «un’operazione culturalmente corretta, a maggior ragione se Gorizia vuole porsi quale modello di Capitale della cultura europea. Parafrasando Giuseppe Pistone e Gianna Riva nel libro “Le vecchie ciminiere in opera laterizia”, la ciminiera si pone come un segno della storia e dell’evoluzione delle tecniche costruttive, un manufatto tra i segni più forti e ancora evidenti, una tra le ultime testimonianze che appartiene alla memoria collettiva. La ciminiera - chiede l’ex senatrice - è un bene da mettere in sicurezza? Si provveda ad un recupero conservativo! Interessante riflettere inoltre sul fatto che, oggi, si consegna ai privati e si va a demolire un complesso di edifici lasciato colpevolmente languire per anni, sul quale Darko Bratina aveva prospettato una destinazione intelligente con la “cittadella delle Finanze”, le sedi dell’Arma, della Questura, valorizzando gli ampi spazi di immobili e parcheggio. Lasciamo vivere almeno il pezzo migliore, quello più alto, per guardare lontano». —
Fra.Fa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








