L’investitore già sorpreso ubriaco al volante
Il 34enne che ha travolto e ucciso il piccolo Davide aveva un precedente
Marzio Sai, 34 anni, l’uomo che ubriaco ha travolto e ucciso l’altro pomeriggio il piccolo Davide in via Costalunga, in passato era stato già denunciato per guida in stato di ebbrezza.
L’episodio è successo sette anni fa, nel novembre del 2001. E anche allora gli era stata rilevata una percentuale di alcol nel sangue al di sopra del massimo consentito. Sai era stato chiamato come imputato davanti al giudice il 20 novembre 2001. Dopo poco tempo gli era stata restituita la patente e aveva ripreso a guidare regolarmente. Aveva anche trovato un posto di lavoro prima come camionista per conto di una ditta di trasporti di Trieste e poi, dopo un incidente in cui era rimasto gravemente ferito, era stato trasferito al magazzino.
È accusato di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. Ma gli investigatori dei vigili urbani stanno anche valutando l’ipotesi di omissione di soccorso in quanto, secondo alcuni testimoni, Sai avrebbe proseguito la marcia per qualche decina di metri dopo l’investimento.
«Avevo pranzato con una tartina e due birre mezz’ora prima dell’incidente», ha raccontato sconvolto all’avvocato Antonio Regazzo che ieri mattina lo è andato a trovare in carcere. Marzio Sai ha anche spiegato la sua versione dei fatti senza nascondere le proprie responsabilità.
Ha detto: «Ho visto il pallone e ho rallentato. Poi ho sentito l’urto, ma subito non mi sono reso conto di aver investito il bambino. Ho fermato immediatamente l’auto e ho visto il piccolo riverso sull’asfalto. Mentre cercavo di chiamare il 118 un abitante della casa vicina mi ha detto di spostare la vettura per consentire l’arrivo dell’ambulanza che era già stata chiamata. Dopo poco sono tornato a piedi indietro, mi sono avvicinato al bambino e mi sono reso conto che era morto. Sono disperato. Anch’io ho un figlio e non avrei mai voluto provocare a quella famiglia un dolore così lacerante. Questo rimorso lo poterò dentro di me per tutta la mia vita». «La vita mi è crollata addosso. Sono disperata». Non ha voluto dire altro Slavica Aleksic, 29 anni, la moglie di Sai. Ieri pomeriggio la donna è andata in carcere a portare la biancheria di ricambio al marito. Nella casa di via di Servola 114, per tutto il pomeriggio, un’amica di famiglia ha guardato il figlio della coppia.
«Marzio è una brava persona, un lavoratore che pensa alla famiglia. Non è un ubriacone. Ama la sua famiglia, quello che è accaduto è una disgrazia terribile. Se penso a quel povero bambino morto, mi vengono i brividi...». Domani l’uomo comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida. Intanto il pm Cristina Bacer sta valutando se chiedere l’emissione di un ordine di custodia cautelare. Anche perchè pesa come un macigno la vecchia denuncia di sette anni fa. Ieri mattina il pm ha ricevuto il primo rapporto dei vigili urbani e non è escluso che disponga una perizia tecnica per approfondire la ricostruzione dell’investimento. Marzio Sai rischia da 3 a 7 anni di carcere per le conseguenze di aver bevuto due bicchieri di birra e di essersi messo al volante. Davide Bresssan aveva appena 9 anni.
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