L’isolamento di Grilli, l’assessore «mite» e paladino del dialogo pressato del Carroccio

Definito da tutti come moderato e dotato di buon senso, l’assessore ha spiazzato per la fretta dimostrata in questa delicata occasione  
Lasorte Trieste 07/07/16 - Carlo Grilli, Assessore alle Politiche Sociali
Lasorte Trieste 07/07/16 - Carlo Grilli, Assessore alle Politiche Sociali

il personaggio



Ha, da sempre, fama di uomo moderato e attento al dialogo, tanto che, durante la campagna elettorale del 2016, venne dipinto dalla stampa come «l’assessore mite». Un epiteto, quello di «mite», che l’assessore Carlo Grilli non si è più scrollato di dosso. I colleghi, a destra come a sinistra, definiscono l’esponente della Lista civica Dipiazza come persona dotata di equilibrio e buon senso, e che crede sinceramente in quello che fa.

Anche per questo negli scorsi giorni ha colto tutti di sorpresa il suo annuncio di voler chiudere il centro diurno di via Udine gestito dalla Comunità di San Martino al Campo, pensato dieci anni fa per accogliere i senzatetto, oggi sempre più spesso rappresentati da migranti. Ha colpito soprattutto la fretta di Grilli. Stando ai beneinformati, infatti, l’idea iniziale era di chiudere la struttura già dal 1 luglio, quindi nel giro di una decina di giorni: una tempistica poi smentita e ritrattata dall’assessore.

Ma perché ha agito così? A Palazzo più di qualcuno non si sente di escludere che dietro ci sia lo “zampino” del vicesindaco leghista Paolo Polidori: lo stesso che a gennaio è salito agli onori delle cronache internazionali per aver gettato nell’immondizia le coperte di un clochard in diretta Facebook. I diretti interessati, però, negano tale scenario.

Polidori, pur trovando «assolutamente condivisibile» l’idea di chiudere via Udine, assicura che il responsabile Welfare «ha preso la sua decisione con serenità. Siamo una giunta che lavora in base agli stessi principi e allo stesso programma». E lo stesso Grilli, fin dal principio, ha giurato che «la Lega non c’entra nulla». I dubbi quindi rimangono, anche in chi, come il consigliere comunale azzurro Bruno Marini, Grilli lo conosce bene. «Ho fiducia in lui: ha attenzione e sensibilità per questi temi. Mi ha colpito anche l’estrema cautela di don Alessandro Amodeo (direttore della Caritas, ndr), per cui non so se dietro ci sia la Lega. Certo, la data del 1 luglio è folle: se fosse circolata davvero, allora sì che ci sarebbe qualcosa di strano».

Peraltro se la chiusura di via Udine si concretizzasse, rappresenterebbe una delle prime operazioni finanziarie di peso dopo il rimpasto di giunta. Il valzer delle deleghe, all’indomani del voto europeo del 26 maggio, ha come noto visto crescere il peso del Carroccio e assegnato la competenza sul bilancio a Polidori. E il Comune attualmente stanzia 160 mila euro l’anno per le attività del centro diurno dato in gestione a San Martino al Campo. Non è pertanto una posizione facile quella di Grilli, a detta di qualcuno sempre più isolato in giunta. Proprio per questo c’è chi pensa che, sul caso via Udine, l’assessore al Sociale stia cercando di “salvare il salvabile”, tentando di resistere al presunto pressing leghista senza compromettere il dialogo con le realtà dell’accoglienza. E senza “irritare” troppo l’alleato, anche nella speranza di riuscire a portare a casa un provvedimento a cui tiene molto, il progetto “Durante e dopo di noi” pensato per le famiglie con persone disabili all’interno, che potrebbe essere discusso in aula già stasera.

Proprio in questi giorni, infine, il vicesindaco ha lanciato una campagna per ripulire via Sant’Anastasio, adiacente a via Udine. Tutte coincidenze? «Sì, fortunate», assicura Polidori. —



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