Lo sconforto di “Voltapagina” e “Rebirth”: «Brutta sorpresa»
Rabbia, delusione, tristezza, sconforto, impotenza: differenti sensazioni, diverse reazioni, da parte dei titolari delle attività colpite, nella notte di ieri, dal raid ladresco, che ha colpito anche Paolo Bonnes, titolare della libreria Voltapagina (in corso Verdi), e Majli Gaiardo del salone Rebirth (in via dei Cappuccini).
«Del tentato furto mi sono accorto subito: quando stavo per aprire il negozio, attorno alle 8 - racconta Bonnes -. Tuttavia, avevo già notato la presenza di una pattuglia dei carabinieri alla Cicchetteria di via Petrarca e, a quel punto, non ho fatto altro che chiamarla».
Prosegue: « L’autore del reato ha provato ad entrare nella mia libreria, tentando di sfondare la porta: non ci è riuscito e, quindi, ha desistito; ma di danni alla porta me ne ha fatti eccome e si tratta di danni notevoli. Credo che volesse entrare nella libreria per rubare quanto ho in termini di fondo cassa, ma avrebbe al massimo potuto prendere 30 euro di monete: ben poca cosa. A questo punto, mi auguro che risponda di quanto ha fatto. Stamani (ieri, ndr) ho sporto una denuncia contro ignoti ai carabinieri. La sensazione? È soprattutto di rabbia, perché non credo che si caverà un ragno dal buco. E, quindi, provo anche impotenza, oltre che delusione e tristezza: infatti, si tratta di danni assolutamente gratuiti; e credo proprio che non vengano ripagati in nessuna maniera».
Anche per Majli Gaiardo, che da sei anni gestisce l’attività del salone Rebirth, quella di ieri non è stata certo una bella sorpresa. «Lo ritengo un atto vandalico, più che un tentativo di furto - dice Majili -. Credo che mi sia stato sottratto qualche soldo del fondo cassa (quindi, non parliamo certo di cifre esorbitanti: in ogni caso, non oltre cento euro). Comunque, non mi è stato toccato nulla di quanto ho in negozio. Purtroppo, già abbiamo delle problematiche non indifferenti, data la realtà non certo florida in cui viviamo, e una porta sfondata crea un danno per i mancati introiti».
In ogni caso, sia Paolo Bonnes che Majli Gaiardo, ieri hanno comunque lavorato. «Ho ritardato l’apertura, coperto la porta con un telo e oggi (ieri, ndr) confido nella clemenza dei clienti, in attesa, quanto prima, della riparazione del vetro - continua la parrucchiera -. Tra l’altro, si tratta di un vetro antisfondamento, e, quindi, non è stato rotto, ma solo “buttato giù”. Ho fatto denuncia ai carabinieri. Quando è scattato l’allarme sono intervenuti i servizi di sicurezza, che mi hanno telefonato alle 3, mentre i carabinieri mi hanno telefonato alle 3.40, ma avevo il telefono spento e dell’accaduto mi sono resa conto in mattinata. Sono arrivata in negozio alle 8».
«Lo sconforto è stato inevitabile, ma arrabbiarsi non serve: occorre rimboccarsi le maniche, pensare a riparare il danno e tornare a lavorare. Alle 9 avevo un appuntamento e l’ho posticipato». —
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