Lo storico palazzo Piani divide i gradiscani ma conquista la mostra dell’arte a Milano

LA CURIOSITàIl suo “concept”, diciamolo subito, ha diviso in due le opinioni dei gradiscani. C’è chi lo trova elegante, innovativo e degno di una grande città, e chi lo definisce troppo ardito, fuori...

LA CURIOSITà



Il suo “concept”, diciamolo subito, ha diviso in due le opinioni dei gradiscani. C’è chi lo trova elegante, innovativo e degno di una grande città, e chi lo definisce troppo ardito, fuori contesto e persino “cupo”. Ma l’importante è che se ne parli, e poi guai se l’architettura – come qualsiasi forma d’arte – non dividesse e non provocasse. Di certo c’è che è arrivata una soddisfazione mica da poco per palazzo Piani, storico edificio che dopo un iter lungo un decennio ha ridisegnato il lato meno “visibile” di piazza Unità d’Italia.

Il progetto “Palazzo Piani – Abitare l’Arte”, che ha visto la luce nell’estate 2017, è infatti uno dei progetti architettonici di maggior rilievo esposti nella mostra fotografica “Milano 2018 – Comfort in Mostra – Progettare, Costruire, Rinnovare l’Architettura Italiana”, inaugurata nei giorni scorsi a Milano negli spazi della Triennale (viale Emilio Alemagna). L’esposizione è ad ingresso libero e resterà aperta al pubblico fino al 2 dicembre. Da mobilificio a gioiello architettonico: può certamente abbozzare un sorriso Giulio Piani, titolare dello storico ex mobilificio, che in questi anni ha sempre incassato con fair play le critiche dei concittadini più severi, e con umiltà il plauso dei sostenitori.

«Ai posteri l’ardua sentenza su questo intervento» ha scritto sui social network. Come a dire che lui, in questo progetto, ci ha creduto tanto ed è convinto di avere regalato alla città qualcosa di importante ed originale. La mostra milanese, ideata e prodotta da Saint-Gobain in Italia, leader dell’edilizia sostenibile, raccoglie le immagini di 21 tra i più importanti interventi nel campo dell’edilizia e dell’architettura contemporanea italiana. Palazzo Piani, preziosa architettura nata dalla riqualificazione dell’ex mobilificio, situato nel centro cittadino e con un magnifico affaccio sul verde del parco, «è uno splendido esempio di luxury living– citiamo la presentazione ufficiale della mostra – in grado di abbinare eccellenza architettonica, tecnologia, sostenibilità e arte». Per la sua progettazione è stato coinvolto l’architetto friulano Alessio Princic, mentre la realizzazione del concept artistico è stata affidata al pittore-scultore Giorgio Celiberti. Princic ha progettato una nuova facciata per l’edificio, formata da strisce d’alluminio che, intrecciandosi, danno vita ad un tessuto geometrico, con una maglia che dall’esterno appare elegante, regolare e protettiva. Vista da dentro, si presenta per contro leggera, quasi impercettibile alla vista verso il parco e il teatro. L’immobile, originario del 1953, è su quattro piani. Ospita una ventina fra appartamenti (tra cui due elegantissimi attici) e uffici oltre a sei unità destinate al commercio e altrettanti magazzini. Recente era stato – a settembre – l’insediamento della filiale gradiscana della Cassa Rurale FVG.

«Urbanistica ed edilizia hanno grandi responsabilità sociali, politiche ed ambientali nei confronti degli individui e delle comunità – commenta Lorenza Baroncelli, curatore per il settore Architettura, rigenerazione urbana, città, con delega al coordinamento artistico della Triennale di Milano. – Benessere abitativo e sostenibilità ambientale sono temi fondamentali per l’architettura e la rigenerazione urbana». —



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