Locanda del porto, svolta al Tar Da rifare la gara per la gestione

Arriva dalla giustizia amministrativa la svolta nella vicenda legata alla gestione della “Locanda del porto” e al procedimento comparativo avviato dall’Autorità portuale che aveva portato all’assegnazione della concessione quadriennale a Fast Eat Italy srl. Il Tar (presidente Oria Settesoldi) ha infatti accolto il ricorso presentato da Top Team srl, che nella graduatoria di gara era risultata terza con 52 punti. Seconda la ditta Buffet (52,8), prima con 91,2 punti Fast Eat. Dunque, assegnazione annullata.
Nel frattempo la concessionaria precedente Pieffe srl, alla quale è stato chiesto di lasciare l’area il mese scorso, sta continuando almeno parzialmente l’attività nella palazzina “ex Culp” del Punto Franco: aperto il bar ristorante, mentre sono stati chiusi minimarket e sala relax, con disagi per l’utenza formata essenzialmente da autotrasportatori turchi. Il 14 novembre Pieffe aveva stipulato con Top team un contratto preliminare di compravendita di ramo di azienda: Top Team, qualora fosse risultata aggiudicataria, avrebbe garantito così continuità alla gestione e a tutti i 23 dipendenti. Garanzie sul personale erano state fornite però, secondo l’Autorità portuale, anche da Fast Eat.
Il 13 dicembre la commissione ha ultimato i lavori e individuato l’aggiudicatario provvisorio, comunicandolo il 24 dicembre. Da allora il procedimento era rimasto di fatto pendente finché Top team aveva notificato l’11 aprile un ricorso al Tar contestando il silenzio dall’amministrazione. Il 3 maggio Top Team è stata informata che con delibera del presidente dell’Autorità la concessione era stata data a Fast Eat.
Avuto il provvedimento, Top Team ha presentato ricorso al Tar che ha subito emesso la sentenza. Annullati gli atti impugnati (a cominciare dall’approvazione dei verbali della commissione) tranne bando e atto di indizione. Due i motivi di ricorso alla base della sentenza. Anzitutto «l’inconsistenza e l’inidoneità del verbale della commissione di gara». «Dal verbale – si legge – risulta che, dopo la conclusione della seduta pubblica, la commissione ha proseguito i lavori in sedute riservate (11, 12 e 13 dicembre). Ma viene soltanto riportato che sono state lette, analizzate e confrontate le offerte e che ciascun commissario ha attribuito un punteggio per ogni elemento di valutazione». Non sono indicati – si legge ancora nella sentenza – i punteggi attribuiti da ciascun commissario, ma solo la media. Il tribunale aggiunge che «una dettagliata esposizione avrebbe consentito di verificare correttezza e regolarità della procedura, in attuazione del principio che vuole l'attività della pubblica amministrazione sempre ispirata al criterio di massima trasparenza». L’altro motivo è la «carenza di motivazione» nell’attribuzione dei punteggi. «Nello scarno verbale, da cui risultano i punteggi alle singole offerte, non sono indicate le ragioni che li sorreggono».
E ora? Per l’avvocato Giulia Milo, che ha curato il ricorso, le offerte potrebbero restare intatte ed essere rivalutate dalla commissione. Intanto è stato chiesto un incontro con l’Autorità portuale e l’auspicio dei lavoratori è che l’attività possa continuare fino a quando non sarà ufficiale il nuovo esito della gara. L’Authority sta studiando il da farsi sul piano legale: l’obiettivo resta quello di chiudere la procedura per riassegnare la concessione il prima possibile. —
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