«Mancano le condizioni per sottoscrivere l’intesa»

La Fiom Cgil non firmerà l’accordo sindacale condiviso invece dagli altri sindacati presenti al tavolo organizzato il 23 dicembre al ministero dello Sviluppo economico. Fim Cisl, Uilm, Failms, Usb e Ugl hanno subito manifestato apprezzamento per la mediazione raggiunta con Siderurgica Triestina, in un incontro che ha visto il segretario provinciale della Fiom Marco Relli lasciare invece la sede del Mise dopo aver valutato l’impossibilità di ottenere un’intesa soddisfacente.
Il no alla stipula viene espresso ora formalmente dal segretario nazionale Fiom Gianni Venturi, che elenca tutti gli elementi non convincenti del documento. «Pur non condividendo – dichiara Venturi – la scelta della chiusura dell’area a caldo, la Fiom si è detta disponibile a verificare la praticabilità di un piano in grado di fornire prospettive nella cornice più ampia dell’Accordo di programma. Il Piano industriale presentato da Arvedi non ha queste caratteristiche e l’ipotesi di accordo sindacale che ne conferma le scelte non può garantire la certezza della continuità occupazionale di tutti gli addetti».
Secondo Venturi, «non ci sono certezze sugli investimenti pubblici e privati; non si sa se si farà la linea di ricottura continua (la scelta industriale più rilevante perché da essa dipende la possibilità di tenere aperta una prospettiva per la produzione dell’acciaio magnetico); non c’è una consistente certezza sullo sviluppo dell’attività logistica; non si sa se la riconversione della centrale elettrica porterà alla costituzione di una nuova società di gestione con conseguente uscita degli addetti dal settore metalmeccanico. Di certo c’è che i lavoratori a tempo determinato e in somministrazione saranno licenziati dal 31 gennaio, se non si troveranno soluzioni in imprese terze».
Ecco allora che, per quanto riguarda la Fiom, l’accordo sindacale contiene solo «apprezzabili dichiarazioni di intenti. La Fiom ritiene non esistano le condizioni per sottoscrivere un’ipotesi di accordo sindacale, che tra l’altro rimanda a impegni e soggetti terzi (le istituzioni pubbliche, ndr) non presenti al tavolo della trattativa. Adesso la parola alle assemblee e al referendum dei lavoratori il cui esito sarà, come sempre, vincolante anche per la Fiom Cgil». —
D.D.A.
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