Marchesan chiede il tavolo con A2a Bruno spinge sulle centraline Arpa
Di seguito, in sintesi, le risposte che i candidati hanno reso a quattro dei quesiti posti dall’associazione Eugenio Rosmann di Monfalcone in tema ambientale (nella scheda a fianco). Per leggere i testi integrali si può consultare il sito http://ambientalistimonfalcone. it/ e la pagina social del sodalizio.
1Marchesan L’amministrazione ha sempre sostenuto la necessità di porre fine all’utilizzo del carbone nella centrale di Monfalcone e lavorare per un progetto sostenibile di riconversione, condiviso con le componenti del territorio. È evidente che i problemi legati all’impianto coinvolgono anche il nostro territorio e riteniamo sia un diritto e dovere per Staranzano partecipare ai tavoli istituzionali sul punto. Ci saremmo aspettati che all’incontro di novembre scorso con il sottosegretario all’Ambiente Vania Gava, il presidente regionale Massimiliano Fedriga e i vertici di A2a, venissero convocati anche i rappresentanti dei 14 comuni sul territorio, non solo Monfalcone. Siamo impegnati affinché la regione promuova un confronto allargato e condiviso innanzitutto con ogni soggetto istituzionale interessato, per accelerare la decarbonizzazione e definire un progetto condiviso di riconversione del sito.
Bruno A marzo su questo tema ho presentato al Ministero, come cittadino, un documento di osservazioni alla procedura per il riesame della Autorizzazione integrata ambientale della Centrale in cui ho elencato ricerche e dati scientifici e puntuali che rendono evidente come attualmente le emissioni dell’impianto ricadano tanto su Monfalcone quanto su Staranzano e come queste siano inequivocabilmente dannose per la salute pubblica e dell’individuo. A questo punto fermo va affiancata la riflessione che una chiusura dell’impianto non gioverebbe alla comunità, provocando un danno al tessuto economico e sociale. Due realtà oggettive da cui consegue che la strada da percorrere non sia quella della chiusura ma quella già ipotizzata della conversione ad altro combustibile, preservando il ruolo economico, ma riducendo l’impatto ambientale dell’impianto. Sarà inoltre mia cura fare quanto possibile affinché anche Staranzano, nelle zone di maggiore ricaduta, venga dotata di una centralina di rilevamento dell’Arpa, ora assente.
2Bruno Vogliamo sviluppare la vocazione del sito mettendolo in rete con altre zone, come quelle del litorale e della Quarantia, luoghi più turistici, ma attualmente non valorizzati, in modo da ampliare l’esperienza di chi viene a visitare l’Isola della Cona promuovendo maggiormente l’intero territorio. Un’operazione che andrà però condotta con un’attenzione precisa verso l’ambiente: un eventuale aumento dei flussi andrà commisurato a un impatto pienamente sostenibile.
Marchesan Per valorizzare la Riserva si procederà con ulteriori progettualità per incentivare l’offerta di maggiori servizi con una mirata comunicazione digitale e web. In particolare gli obiettivi sono incentivare la ricettività diffusa, la mobilità sostenibile, l’integrazione con servizi proposti da enti pubblici e privati sia comunali sia in rete con altri enti, realtà regionali e internazionali, individuando pacchetti turistici con l’ente di promozione turistica regionale e consorzi regionali.
3Marchesan Non vi sarà nessun allargamento fisico dell’impianto di depurazione di Staranzano che servirà per tutta la Provincia; vi sarà solo un adeguamento tecnologico avanzato sull’esistente. La dorsale isontina con terminale Staranzano eviterà gli scarichi nel fiume Isonzo, come avviene ora, per cui ne beneficerà non solo l’Isonzo ma anche l’Adriatico con l’immissione a mare di acque più pulite.
Bruno Sarà un salto di qualità epocale nel rispetto dell’ambiente. Oggi il depuratore di Staranzano basta a mala pena per l’utenza mentre quello nuovo, in fase di progettazione definitiva, ne garantirà il servizio a 300 mila. Occuperà la stessa area dell’esistente. Il nuovo collettore fognario risolverà in maniera definitiva il problema dei liquami che ancora oggi si riversano, non trattati, nell’Isonzo. Dal depuratore il “tubone” di 10 km porterà l’acqua depurata in mezzo al golfo.
4 Bruno Vogliamo creare sviluppo e opportunità, ma che siano sostenibili e coerenti con il rispetto e la consapevolezza ambientali. Lo sviluppo quindi dovrà tenere conto dei vincoli imposti dal Piano di gestione della Zsc Foce dell’Isonzo – Isola della Cona e per quanto riguarda il consumo del suolo nelle zone già urbanisticamente destinate a zona industriale o artigianale, noi vogliamo favorire nuovi insediamenti e di conseguenza lo sviluppo della zona con maggiore occupazione, sempre però sostenibile. Sviluppo e rispetto ambientale possono e devono procedere di pari passo.
Marchesan Come da programma sarà avviato l’iter per l’aggiornamento del nuovo Piano regolatore, con ampia fase partecipativa di soggetti pubblici e privati, pure per il monitoraggio dell’esistente. Obiettivo: redazione di uno strumento che garantisca sviluppo ecosostenibile del territorio in accordo con Agenda 2030. Già nel precedente mandato avevamo puntato al consumo zero rispetto alle previsioni urbanistiche già approvate, e le condizioni nei 5 anni non sono mutate: l’edilizia residenziale non ha ancora occupato tutti gli ambiti di nuova espansione e l’area industriale vede grandi spazi ancora da insediare. Quanto al lido, inserito in Riserva e in zona Sic, le attività da insediarsi dovranno osservare tutti i vincoli previsti. —
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