Mentre la operano di cataratta in stanza sparisce il portafoglio

Entrata nell’ospedale di Monfalcone lo scorso martedì mattina, per un intervento programmato di cataratta a un occhio, una donna di Fogliano Redipuglia (N. M. le sue iniziali), di 73 anni, ne è uscita derubata del portafoglio e di quanto vi era contenuto. Cioè un’ottantina di euro, bancomat, carta d’identità, tessera sanitaria e patente di guida.
Del furto, subìto mentre era in sala operatoria, la paziente si è accorta solo nel primo pomeriggio, una volta rientrata a casa, nel momento in cui è andata a prendere il portafoglio per rimborsare un congiunto che aveva sostenuto una spesa per la famiglia. Già in serata il marito (M. M. le iniziali) è quindi ritornato nel reparto per chiedere se qualcuno avesse trovato il portafoglio o avesse visto qualcosa, ma il turno era cambiato. Ritornata nei giorni scorsi in ospedale per la visita di controllo, la donna non ha avuto fortuna migliore (anche perché i servizi sanitari erano ridotti a causa della festività della santa patrona).
Uscita dal San Polo, la coppia si è quindi recata nel commissariato di Polizia per sporgere denuncia di furto e chiedere informazioni per ottenere quanto prima una nuova patente di guida. «Per noi è fondamentale – spiega il marito –, perché io soffro di maculopatia e retinopatia e già da un anno non posso più guidare e quindi il fatto che possa farlo mia moglie è indispensabile per poter essere autonomi». Se la coppia di Fogliano Redipuglia ha deciso di rendere nota la propria disavventura, è quindi per «evitare che qualcun altro subisca una cosa del genere, in un luogo come quello di un ospedale, che si pensa del tutto sicuro».
Catenine, orologio, fede e altri anelli non sono spariti assieme al portafoglio con tutta probabilità solo perché la donna li ha consegnati al marito nel momento in cui si è spogliata. La borsa con il cambio, i vestiti e la borsetta sono invece stati sistemati, come indicato dal personale del reparto, in uno stipetto, privo di chiave e quindi destinato a rimanere aperto, nella stanza riservata alle pazienti per cambiarsi.
«Io sono rimasto nella stanza fino a quando mia moglie era sola – ha raccontato ancora il marito –, ma quando sono arrivate delle altre signore mi sono spostato nella sala d’attesa, dove sono rimasto fino alle 12.30, quando è stata riportata in reparto dalla sala operatoria. Prima di essere dimessa, ancora nella stanza, è andata a cercare un fazzolettino di carta di cui aveva bisogno e mi ha detto che c’era una gran confusione nella borsetta. Del furto però ci siamo accorti solo in un secondo momento». «Non avrei mai sospettato che qualcuno rubasse in ospedale e quindi non ho pensato al peggio – ha aggiunto la donna –. E non saprei proprio dire chi possa essere stato. C’era un uomo che si aggirava, ma da qui a dire che possa essere stato lui ce ne passa. A questo punto vorrei che non capiti ad altri» . —
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