Migranti fuori convenzione da giovedì il piano “anti freddo”

Scatterà giovedì, o al massimo nei giorni immediatamente successivi, il piano “emergenza-freddo” a beneficio dei richiedenti asilo senzatetto presenti in città. Si tratta di persone che, per svariati motivi (riconducibili, per esempio, alle risse scoppiate al Cara) hanno perso il diritto all’accoglienza e che quindi non possono essere sistemate dalla Prefettura nelle strutture in convenzione, quali l’hub del San Giuseppe di via Grabizio e il Nazareno di Straccis, entrambe gestite dalla cooperativa “Il Mosaico”. Attualmente ci sono 15-20 persone che dormono per strada, in particolare nel porticato dietro l’Ugg, in via Cadorna, ma anche in altri punti della città (fino a non molto tempo fa andavano anche in the jungle, vale a dire nella boscaglia sopra le rive dell’Isonzo), rivolgendosi poi per il pranzo alla mensa dei Cappuccini e, alla sera, a San Rocco dove operano alcuni volontari.
Come dicevamo, nel corso di una riunione svoltasi in Prefettura è stato varato il piano “emergenza freddo” in base al quale, fino al 31 marzo, verranno assicurati una trentina di posti letto per questi migranti fuori convenzione: il dormitorio della Caritas di via Faidutti, che già ne ospita una decina, dovrebbe ospitarne altrettanti, mentre una ventina di sistemazioni di fortuna per la notte saranno fornite dalla parrocchia del Duomo, al Pastor Angelicus, e da quella di San Rocco.
Tutti i dettagli verranno definiti in un accordo, in corso di elaborazione, fra Caritas, cooperativa Murice, Croce rossa, Arcidiocesi e le due parrocchie sopracitate.
La sera, i richiedenti asilo fuori convenzione si raduneranno davanti al dormitorio di Piazzutta dove saranno “presi in consegna” da un addetto della cooperativa Murice che li accompagnerà nel luogo in cui passeranno la notte. Il Mosaico darà la possibilità di fare la doccia all’hub del San Giuseppe. La Croce rossa, dopo i primi controlli sanitari di routine, fornirà coperte, sacchi a pelo e un kit igienico. Questi 30 posti letto dovrebbero essere sufficienti a tenere sotto controllo durante i mesi invernali una situazione-migranti che, a Gorizia, è radicalmente mutata da quando la Commissione che esamina le domande dei richiedenti asilo è stata trasferita a Trieste (supportata dalla sub-commissione di Udine).
Nella nostra città gli arrivi dalla rotta balcanica ormai sono estremamente ridotti. I richiedenti asilo in convenzione vengono ospitati al San Giuseppe (96 posti) al Nazareno (160) al Cara di Gradisca (200) e da poco il Contavalle ospita l’unica donna arrivata. L’immagine dei migranti accalcati sotto la galleria Bombi è diventata insomma sempre più un pallido ricordo, anche se risale soltanto a un anno fa. —
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