Miha sognava di aprire un atelier con la compagna

Una persona mite, sorridente, positiva ma molto riservata. Così viene descritto Miha Ursic, con poche parole cariche di dolore, commozione e rispetto per il terribile momento che stanno vivendo i suoi cari, da chi lo conosceva da tempo, nella sua Vrtojba appena due passi oltre il confine con quella Gorizia che era diventata la città d’adozione dell’artista sloveno.
E anche, purtroppo, la sua ultima meta, con la terribile esplosione di viale XX settembre costata la vita a lui, alla sua compagna Sabina Trapani e a Fabrizio Facchettin. Un incidente che ha avuto grandissima eco anche in Slovenia e fin dalle prime ore successive alla tragedia a Gorizia sono arrivati giornalisti dei quotidiani e delle emittenti televisive d’oltreconfine. Dove, però, tra tutti coloro che conoscevano Miha c’è il desiderio di vivere in grande compostezza e in silenzio il dolore di questi giorni, assecondando anche quella riservatezza e quel carattere discreto propri dello stesso Ursic.
Che, a 45 anni, sembrava aver trovato da tempo la sua strada nel capoluogo isontino, assieme a Sabina. La coppia si era conosciuta molto tempo fa, all’Accademia delle belle arti di Venezia, alla quale Miha Ursic si era iscritto dopo essersi diplomato a Gorizia, al liceo artistico Max Fabiani di piazza Medaglie d’Oro. Miha risultava ancora residente nella sua Slovenia, ma intanto aveva acquistato casa, l’appartamento nella fatale palazzina di viale XX settembre, assieme a Sabina. Con la quale, pare, stesse coltivando anche un altro sogno, un altro obiettivo all’orizzonte. I due avrebbero voluto acquistare un atelier in città, dove svolgere ognuno la propria attività: quella di designer d’interni, per lei, e quella di abile artista e apprezzato incisore, per lui. —
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