Mistero sul rogo doloso all'Isola dei Bagni a Monfalcone: «Siamo da soli, l’area ora va presidiata»

MONFALCONE È la pista dolosa quella alla quale stanno lavorando i carabinieri che hanno posto sotto sequestro l’area interessata dall’incendio all’Isola dei bagni. Si lavora dunque attorno a un dato ormai confermato, quello dei focolai, almeno quattro-cinque, inncatisi pressochè contemporaneamente.
Il tutto in attesa di quanto è stato accertato dai vigili del fuoco che sabato hanno raggiunto con tempestività il luogo dove s’erano sprigionate le fiamme riuscendo a spegnerle e a bonificare la zona con rapidità scongiurando effetti che sarebbero potuti essere di maggiore portata.
La vicenda ha fatto emergere un aspetto, quello in ordine alla violazione della proprietà privata. Intrusioni che sono continue, anche a costo di sfondare recinzioni rinnovate.
L’architetto Federico Fabbro, progettista dell’isola, ha osservato: «Sarà opportuno che la proprietà denunci in modo più rigoroso e puntuale ogni effrazione riscontrata».
La nuova spiaggia “Solero Beach” prosegue regolarmente l’attività all’insegna dell’affluenza dei bagnanti. L’incendio è scaturito in un luogo lontano, in fondo all’isola, in direzione della diga. Il responsabile dello stabilimento, Giuseppe Oppressore, legale rappresentante della società Smoke Service, che ha assunto la concessione del litorale, gestito assieme ai suoi collaboratori, il figlio Davide e Kristian Assi, ha lanciato un appello in ordine alla tutela dell’area: «Chiediamo di non lasciarci soli. Abbiamo avviato un’attività per rianimare questa spiaggia, siamo impegnati ad offrire una nuova proposta ai bagnanti, ma avremmo bisogno di controlli. Le intrusioni e la violazione della proprietà privata qui sono un dato di fatto, l’area è molto vasta, si entra sebbene sia recintata. Ciò quantomeno ai fini della tranquillità della stagione estiva».
Sabato hanno visto levarsi il fumo e hanno raggiunto il luogo dell’incendio dotati di estintori. «Abbiamo vissuto quei momenti con una certa paura – ha raccontato il responsabile della concessione, data in contratto d’affitto dalla proprietà cinese –. La spiaggia era affollata e abbiamo visto il fumo da lontano. Siamo intervenuti istintivamente, ma la gestione del fuoco era risultata piuttosto rilevante rispetto a quanto avevamo pensato. Abbiamo tentato di fermare le fiamme utilizzando i nostri estintori, poi però sono arrivati subito i vigili del fuoco che hanno rapidamente risolto la situazione».
Un’esperienza che ha fatto riflettere circa l’importanza di poter contare su misure di prevenzione.
Certo è che mai era accaduto un incendio di questo genere, a mutuare le parole dell’architetto Fabbro che sta seguendo la progettazione in ordine al recupero e sistemazione dell’Isola dei bagni: «Non abbiamo mai avuto problemi di questa natura – ha osservato il professionista –. Da quando è stata presa in mano la storica area di Marina Nova abbiamo lavorato per rendere la zona adeguatamente fruibile. Sono stati effettuati investimenti per eseguire una serie di sistemazioni, è stato curato il verde, sono stati ripristinati cancelli, innalzate recinzioni alte due metri, affiggendo opportuni cartelli. Il perimetro dell’Isola dei bagni è chiuso, insomma è una zona a tutti gli effetti privata, eppure le intrusioni si ripetono».
L’architetto Fabbro ha infine aggiunto: «L’altro anno avevamo anche provveduto a installare pali in legno, sono stati sfondati».—
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