Mistero sull’antico pozzo che tornerà alla luce nel centro cittadino

il progetto
Tempi brevi, a Ronchi dei Legionari, per una delle più belle ed accattivanti operazioni di riesumazione della storia antica della città messa in atto negli ultimi anni. Con l’approvazione del conto consuntivo 2018, passaggio avvenuto l’altra sera in aula, l’amministrazione comunale può finalmente dare il via al recupero del vecchio pozzo rinvenuto casualmente, nel 2017, durante i lavori di sistemazione dell’incrocio tra via 4 Novembre e piazza dell’Unità d’Italia, interventi legati alla parziale pedonalizzazione di quest’ultima. E mentre può finalmente partire tutto l’iter legato a quest’operazione che permetterà a tutta la zona di avere un volto diverso da quello attuale, la municipalità ronchese, attraverso un’associazione di esperti, ha anche affidato uno studio che darà modo di capire qual è lo stato di salute del sottosuolo ed anche quella che è la vera morfologia e la struttura del pozzo. Uno dei pochi ancora esistenti a Ronchi dei Legionari, anche se, va detto, di queste testimonianze del passato se ne trovano ancora sul territorio. Specie nel rione di Vermegliano ed in un’area privata alle spalle di via Dante.
Quello rinvenuto è un pozzo profondo una trentina di metri. Perfettamente conservato nella sua parte interrata. L’acqua si scorge in profondità. Un pozzo realizzato con pietre ben conservate e rimasto celato per tanti anni. Perfetto se non fosse mancata la parte sovrastante, quella che contraddistingue questo genere di manufatti. Di esso, fino al 2017, non c’era stata alcuna notizia certa. Non si sa, quindi, se possa risalire alla metà dell’Ottocento, quando fu realizzata villa Vicentini Miniussi che si trova proprio di fronte o se fosse già presente quando, nel sedicesimo secolo, vi sorgeva la chiesetta dedicata a San Leonardo, demolita nel 1818. Certo è che l’amministrazione comunale ha deciso di conservarlo e di valorizzarlo. La sua parte scoperta verrà, quindi, ricostruita e ci sarà modo di avere testimonianza di questo piccolo, ma importante pezzo di storia. Sarebbe anche molto interessante avviare degli studi per risalire con esattezza all’età del pozzo. Anche per capire se possa essere stato inserito nel sistema di passaggi sotterranei di cui, si dice, villa Vicentini-Miniussi era provvista. Di certo si sa che la villa, durante la guerra, era provvista di un rifugio antiaereo. Ricerche, sulle origini di questa zona ne sono state fatte parecchie e, va detto, anche Fabio Degrassi, nel suo libro “Ronchi invisibile”, parla degli studi e degli scritti dell’abate Giuseppe Berini, relativi ad alcune scoperte archeologiche proprio nella zona dell’attuale piazza Unità. Da quanto rilevato dallo studioso ronchese, infatti, si potrebbe pensare che sulla stessa area, prima della chiesetta, esistesse un edificio molto più antico. Certo è che, nel 1825, nel cortile del cavalier Giacomo Visentini fu disotterrata una vasca di argilla cotta, che non si conobbe quando fosse lunga, in quanto gli scavi anteriori l’avevano mozzata. Al suo interno molte ossa infrante e anche tre denti. «Ormai siamo pronti – afferma il sindaco, Livio Vecchiet – e, nel contempo, soddisfatti di quest’ennesima operazione di valorizzazione della storia cittadina». —
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