Mozioni respinte e il dem Rossi va all’attacco

Il clima era più disteso di quello (infuocato) dell’ultimo Consiglio. Ma il risultato non è cambiato perché entrambe le mozioni legate alle petizioni contro le industrie insalubri e pro Piano acustico sono state bocciate dalla maggioranza. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha ripercorso i motivi della decisione della giunta, sottolineando «che non sono state archiviate le istanze dei cittadini, bensì esattamente l’opposto». E ha puntato il dito sulle forze politiche che «continuano a strumentalizzare la questione».

Duro, anzi durissimo Marco Rossi (Pd). «Totale chiusura della Giunta davanti alle due petizioni popolari e alle loro oltre 1.600 firme. Una chiusura che, a denti stretti e in separata sede, infastidisce anche qualche esponente della maggioranza e della giunta che si “sfoga” con gli esponenti dell’opposizione. Ma il folto pubblico, compostamente e silenziosamente presente in aula per ore a seguire la discussione, non è riuscito a convincere la giunta ad aprire un confronto vero con i firmatari delle due petizioni. E ciò - attacca Rossi - nonostante le aperture e disponibilità dei consiglieri di opposizione, convinti della necessità di venire incontro ai firmatari: al punto da aver ritirato, a inizio seduta, le proprie altre mozioni per anticipare la discussione sulle petizioni popolari».

Continua Rossi: «Quando si è trattato di discutere della prima delle due petizioni, riguardante il bando alle industrie insalubri, la maggioranza ha votato contro l’ipotesi, sollevata in extremis dal consigliere Peterin del Pd, di sospendere la seduta per arrivare ad un testo condiviso».

Sul piano di zonizzazione acustica, la seconda delle due petizioni popolari, «la scena si è ripetuta. E dire che la giunta ha ammesso che il Piano è pronto dal 2014 e aveva già ricevuto parere positivo dell’Arpa. Un vero giallo davanti al quale la giunta non ha voluto, o saputo, dare spiegazioni convincenti circa i motivi che avrebbero portato a tenere nei cassetti il documento per ben 5 anni. Solo ora il Piano, probabilmente proprio davanti alle oltre 1600 firme, potrebbe vedere la luce con gli opportuni aggiornamenti ma (c’è un ma) la giunta bocciando la mozione presentata da Gaggioli che portava in aula la discussione sulla petizione popolare, non ha di fatto accettato che la competente commissione consiliare si riunisse a partire da luglio per discutere l’argomento, di fatto rimandando ancora l’avvio dell’esame del documento». —

Fra.Fa.

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