Muore a 63 anni per un malore a Barcola La tragedia davanti agli occhi del marito

La donna, riportata a terra dai bagnini, era in condizioni critiche: vani i tentativi di rianimarla da parte dei soccorritori
Foto BRUNI 07.06.2019 118:annegamento a Barcola
Foto BRUNI 07.06.2019 118:annegamento a Barcola



Non ha fatto neppure in tempo a chiedere aiuto. È stata vista annaspare e andare con la testa sott’acqua. Un giovane bagnante che stava nuotando nei pressi si è reso conto della gravità della situazione e si è avvicinato alla donna cercando di trascinarla a riva, richiamando a gran voce l’attenzione dei bagnini che si sono precipitati in soccorso. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare attuate dagli stessi bagnini e poi il prodigarsi dell’équipe sanitaria – per 40 minuti – non sono bastati. È morta così, ieri mattina, la 63enne T.S., di origine russa ma residente nel capoluogo giuliano.

Era entrata in acqua poco prima delle 11 all’altezza del secondo Topolino e si è sentita male a pochi metri dalla riva, nei pressi della rampa di cemento con balaustra che consente l’accesso diretto al mare. Prima di immergersi aveva salutato l’anziano marito, che la aspettava sulla terra ferma. In seguito, comprensibilmente sconvolto per l’accaduto, è stato affidato in via precauzionale alle cure dei sanitari.

«Io ero sul pattìno e assieme a due colleghi a terra stavamo monitorando la zona – riferisce il 35enne Gaetano Ravenna, bagnino con esperienza ultradecennale –. La signora era in acqua a ridosso della riva, a pochi metri dal punto in cui inizia la rampa in cemento. All’improvviso un ragazzo che era a sua volta in acqua ha notato che si stava sentendo male e ha chiamato aiuto. Io ho mollato il pattìno e assieme ai due colleghi l’abbiamo raggiunta e portata sulla terra ferma avviando il massaggio cardiaco e applicando il defibrillatore». «Nei primi momenti respirava ancora – spiega il 35enne –, ma il battito si stava facendo sempre più debole, quasi impercettibile. Pochi minuti dopo è arrivata l’ambulanza. Hanno continuato le manovre di rianimazione per una quarantina di minuti, ma non c’è stato niente da fare. Per quanto riguarda la causa del malore escluderei che sia da mettere in relazione con la temperatura dell’acqua, non inferiore ai 18 gradi. Il mare, inoltre, era calmissimo. A giudicare dai sintomi che manifestava mentre cercavamo di rianimarla, non escluderei che possa aver bevuto una bibita fredda poco prima di immergersi in acqua. Ma si tratta solo di una mia ipotesi».

A chiamare la centrale operativa attivando i soccorsi è stato un bagnante, il 32enne triestino Stefano Lunardis, che è rimasto poi ad assistere alle manovre di rianimazione dei soccorritori fino a mezzogiorno, quando è stato dichiarato il decesso. «Ho visto i bagnini che tiravano fuori dall’acqua la signora e che gridavano: “Chiamate il 118” – racconta Lunardis –. Io ho subito preso il cellulare e ho telefonato. Pochi minuti dopo è arrivata l’ambulanza, mentre nel frattempo i bagnini avevano cominciato con il massaggio cardiaco e il defibrillatore. Purtroppo è stato tutto vano».

Sul posto, oltre alla Guardia costiera, è intervenuta la Polizia locale che ha avviato i primi accertamenti in attesa dell’esame esterno sul corpo da parte del medico legale. A causare il decesso è stato un malore che ha colto la donna subito dopo essersi immersa in acqua. Sulla base dell’impressione dei primi soccorritori, non sarebbe da escludere l’ipotesi che a favorire il malore possa essere stata l’ingestione di una bevanda fredda, poco prima di entrare in acqua.

Quanto ai soccorsi, secondo i testimoni sono stati assolutamente tempestivi. Il tratto in cui è avvenuto l’episodio era sorvegliato da tre bagnini il cui intervento è stato immediato e ha compreso anche l’utilizzo del defibrillatore. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo