Nel Friuli devastato 500 milioni di danni

Piogge e frane, resta l’allerta arancione La prima stima riguarda le sole infrastrutture pubbliche. Chiesto lo stato di emergenza nazionale. Sindaci in prima linea
Una frana blocca la strada statale che porta nel Comelico da Sappada, 29 ottobre 2019. ANSA/LUCIANO SOLERO
Una frana blocca la strada statale che porta nel Comelico da Sappada, 29 ottobre 2019. ANSA/LUCIANO SOLERO

UDINE

Il Friuli battuto ancora da una pioggia incessante fa una prima stima dei danni. Secondo i tecnici della Protezione civile, ammontano a 500 milioni di euro per le sole infrastrutture pubbliche. Un disastro che ha portato Massimiliano Fedriga a trasferire al capo dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli, ieri a Tolmezzo a un incontro con Regione, sindaci e volontari, la richiesta di stato di emergenza nazionale: «Urgente che sia dichiarata», ha detto. Fatta l’istruttoria, informa Borrelli, la documentazione approderà al Consiglio dei ministri, assieme a quelle di Veneto e Liguria. Una valutazione danni così pesante del resto, sottolinea Fedriga, «ha un impatto enorme sull'economia e sulla vita quotidiana delle famiglie della regione». A evitare conseguenze ancora più gravi, prosegue il governatore Fvg, sono state «la capacità nel gestire l'emergenza che contraddistingue il sistema di Pc e la prontezza della nostra gente che, senza piangere e con la testa alta, si è data subito da fare».

A non dover fare la conta di morti e feriti, rileva il direttore regionale della Pc Amedeo Aristei, hanno contribuito anche gli allerta diramati dalla sede di Palmanova. Quello in corso durerà fino alle 12 di domani, con la previsione di situazioni di crisi della rete idrografica e di drenaggio rubano, oltre a fenomeni di instabilità dei pendii e delle sponde fluviali.

In prima fila restano i sindaci, ringraziati ieri da Borrelli, che informano e rincuorano con report giornalieri la popolazione. «Dobbiamo chiedere alle grandi utenze di limitare l’uso di energia per non far saltare il generatore principale, passate parola», scrive su Facebook il primo cittadino di Sappada Manuel Piller Hoffer. «Continuiamo a piegarci ma non ci spezziamo, forza amata Carnia», aggiunge Francesco Brollo, sindaco di Tolmezzo. Al vertice tolmezzino, cui hanno partecipato anche gli assessori alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti e alle Finanze Barbara Zilli, è stato il vicegovernatore con delega alla Pc Riccardo Riccardi a trasmettere riconoscenza agli oltre mille volontari e alle centinaia di uomini dei Vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, del Corpo forestale impegnati da quasi una settimana in Alto Friuli e nel Pordenonese.

Tra i numeri che raccontano l’alluvione, gli 800 mila metri cubiti di legname abbattuto, più di tre volte la massa raccolta in un anno; le 26 mile utenze senza elettricità nel picco nell’emergenza, le decine di strade che man mano Anas e Fvg Strade stanno riaprendo. Un esempio su tutti il bypass di Paluzza per ripristinare il collegamento viario con l’abitato di Timau, ma sono transitabili anche la Sr 355 a Comeglians, a senso unico alternato, e la Sr 251 in località Barcis. Tra le altre criticità il crollo di tralicci e ripetitori, compensata dalla messa in uso di numerosi generatori.

Il ritorno alla normalità per linee elettriche e viabilità sarà però questione di mesi. Su richiesta dei presidenti di Fvg, Veneto e Liguria sarà intanto attivo dalla mezzanotte di domani il numero solidale 45500 a sostegno delle popolazioni colpite dal maltempo. —



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