Nella causa con Raugna i vigili giocano la carta dell’«ufficiale inviso»

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Arriva domani, davanti al giudice del lavoro di Gorizia, la questione dei vigili urbani di Grado. Un tanto a seguito della denuncia fatta per condotta antisindacale contro il sindaco Dario Raugna quale legale rappresentante pro tempore del Comune. A denunciare il primo cittadino al giudice del lavoro sono state le organizzazioni sindacali Funzione pubblica della Cgil, segreteria provincia Gorizia con il segretario provinciale Alessandro Crizman, e della Cisl, segreteria regionale con il segretario Massimo Bevilacqua, rappresentate dall’avvocato Ottavio Romano. Il Comune ha invece affidato la difesa all’avvocato Adriana Battistutta.

La denuncia è incentrata principalmente ai fatti legati agli scioperi attuati in occasione del Carnevale d’estate e del Triathlon. Raugna aveva ritenuto di essere dalla parte della ragione, tanto da aver deciso di resistere alla denuncia. «Siamo tranquilli – aveva detto – in quanto secondo noi non c’è stata alcuna condotta antisindacale: se loro vogliono lo sciopero sono nel pieno diritto di farlo, noi sempre nei limiti di legge di garantire il servizio». In aggiunta a questi fatti c’è ora un “carico” in più “giocato” dai sindacati: quella che considerano l’incompatibilità della presenza dell’ufficiale di Polizia locale rientrato a Grado dopo un periodo di servizio alla Procura di Gorizia. «La situazione all’interno del Comando, da tempo già difficile – affermano –, si è ulteriormente aggravata con il rientro dell’ufficiale dalla Procura con il quale si erano già create delle situazioni di incompatibilità nel passato». Tanto che i sindacalisti parlano di possibile stress correlato al lavoro.

Questa nota sul presunto caso di incompatibilità ambientale, derivata dal rientro, era stata inviata dai sindacati in forma riservata al sindaco con l’invito a verificare e a procedere in merito. La risposta è stata, come spiegano i sindacalisti, quella di sottoporre gli addetti della Polizia locale «non a un colloquio riservato con il Rspp aziendale ma a quello che sembrerebbe essere stato un interrogatorio alla presenza del comandante della Polizia locale, Bressan, che ci risulta ponesse delle domande, scelte da lui stesso, differenti a seconda del dipendente “interrogato”, e da lui verbalizzate e fatte sottoscrivere ai dipendenti senza consegna di alcuna copia». —

AN. BO.

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