Nordest 2019, Venezia frena la candidatura

TRIESTE. Ci sono già centinaia di firme, molte anche del Friuli Venezia Giulia, a sostegno della candidatura di Venezia Nordest 2019 capitale europea della cultura in calce all’appello lanciato pochi giorni fa da Nordesteuropa editore. Un’altra iniziativa mirata a sollecitare il sindaco di Venezia e il Comitato fondatore a sbloccare l’attuale impasse. Una situazione di stallo che sembra provocata proprio dalle perplessità del primo cittadino, Giorgio Orsoni, o comunque dell’ambiente a lui vicino.
Qualche mese fa, in realtà, Orsoni non mostrava dubbi. «La candidatura di Venezia – spiegava – è un'iniziativa corale di un territorio vasto e sfaccettato, una grande area che può contare su rapporti stretti e con realtà che offrono le proprie caratteristiche e peculiarità». Ma, evidentemente, e per quanto manchino ancora posizioni ufficiali, è cambiato tutto molto in fretta. Al punto che è di questi giorni la dichiarazione del sindaco che, a cinque mesi dalla presentazione ufficiale, prevista entro il 20 settembre, pare anticipare il tramonto della candidatura: «Ci sono oggettive difficoltà, di cui dobbiamo prendere atto. Entro breve prenderemo una decisione».
Le difficoltà riguarderebbero la possibilità di espandere il progetto ben al di fuori dei confini cittadini, e anzi a tutto il Nordest, con Friuli Venezia Giulia (da Elio De Anna a Roberto Cosolini non manca l’appoggio), Trento e Bolzano che hanno manifestato il loro convinto assenso. Stando a quanto emerso da recenti incontri riservati, il sindaco avrebbe sostenuto la tesi che l’Europa, nelle pieghe del bando comunitario, impedisce una candidatura di area vasta. Una posizione che viene però in queste ore smontata dagli stessi funzionari del ministero e della comunità europea. Tanto che Nordesteuropa editore parla, senza giri di parole, e riferendosi all’amministrazione comunale cittadina, di «un continuo giochi di rinvii e difficoltà istituzionali». Altro che Europa, a non volere più Venezia Nordest 2019 sarebbe in primis l’entourage del sindaco. Di qui l’appello promosso in rete, che ha già raccolto varie adesioni e mira a premere sul Comune perché venga affidato immediatamente l’incarico a un professionista competente in grado di realizzare il dossier di candidatura.
I promotori insistono in particolare sul valore della compattezza del Nordest, appurata in un incontro di un ventina di giorni fa tra tutti i soggetti potenzialmente coinvolti: «L'esplicita volontà delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Venezia e delle Province Autonome di Trento e Bolzano danno garanzia di una coesione istituzionale che questo territorio non ha mai conosciuto in nessun altro momento della sua storia». L’episodio chiave dell’intera vicenda sta probabilmente nelle dimissioni, qualche mese fa, del direttore di candidatura Maurizio Cecconi, uomo di fiducia del sindaco, già alla guida del Salone dei beni e delle attività culturali di Venezia. Un Cecconi che se n’è andato senza produrre risultati, senza fare alcun commento e che, a oggi, non ha trovato un sostituto. Certo, dall’agosto scorso a presiedere il Comitato promotori dall’agosto scorso c’è Innocenzo Cipolletta.
Ma quello che manca, secondo più d’uno, è il “tecnico” che possa gestire la partita che Cecconi si è fatto sfuggire di mano. Un dietro le quinte che preoccupa enti e associazioni. Perché quello a cui si assiste in maniera ormai continuativa è l’altolà di ogni scelta all’altezza del Comune di Venezia. Lì dove si ferma tutto. Forse il sindaco, occupato ovviamente anche da altre incombenze, non considera più primaria Venezia Nordest 2019. Ma, al contrario, il mondo della cultura spinge perché ritiene assolutamente strategico lo sforzo della città e il coinvolgimento del territorio. E, in attesa delle risposte certe di Orsoni, ci prova con l’appello e la raccolta firme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








