Nuove deleghe ai consiglieri per garantire gli equilibri



. Ancora una settimana di tempo, la giunta ideale per ora non c’è. Il sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan concluderà solo al termine del prossimo week-end le consultazioni: ha deciso di prendersi qualche giorno in più per confrontarsi con gli alleati prima di partorire il suo secondo esecutivo. Che inevitabilmente presenterà una componente nuova. A partire dal numero due, che vuoi per il ritiro dalla scena di Erika Boscarol vuoi per gli assetti usciti dalle urne, avrà altro volto.

Logica – e soprattutto rapporti di fiducia – vorrebbe che l’incarico di vicesindaco ricadesse su Flavio Pizzolato, recordman di preferenze con 129 schede, una decina in più rispetto al 2014. Una riconferma degli elettori e il probabile appoggio di personalità che in paese hanno il loro margine di consenso e alle ultime amministrative potrebbe aver tirato acqua al suo mulino: Franco Brussa, ex sindaco, e Diego Moretti, capogruppo regionale del Pd. Sinistra per Staranzano, forte del risultato (462 voti, 13,22%), che solo per dieci schede ha mancato l’ingresso di un terzo consigliere in aula ha però già fatto sapere che si aspetta di contare negli equilibri della giunta. Tuttavia Marchesan vuole premiare ogni lista alleata, poiché ha concorso all’esito d’un match più ostico del 2014, complice Massimo Bruno che ha saputo compattare il centrodestra in un momento peraltro politicamente favorevole, con la Lega nord pigliatutto o quasi nell’Isontino alle europee. Pertanto difficile pensare che la Sinistra, alle “trattative” con il delegato Lorenzo Presot, riesca a strappare al sindaco due assessori. In parte ne è consapevole e allora potrebbe ripiegare su deleghe pesanti oppure, appunto, sull’assegnazione del vice. In ogni caso se la giocano Michele Rossi e Matteo Negrari, lo scarto di un solo voto tra l’uno e l’altro, il primo uomo di fiducia del Presot II, il secondo già assessore nel Marchesan I. Indiscrezioni vedrebbero più quotato Rossi, il quasi sfidante delle quasi primarie poi ritrattate. Il neoeletto sindaco, ed è una voce sempre più insistente, per accontentare tutti potrebbe però anche decidere, mutuando la vicina politica cisintiana, di assegnare deleghe puntuali a semplici consiglieri, per riconoscere un ruolo allargando le nomine senza tuttavia impegnare risorse per indennità. Negli ultimi anni deleghe di questo tipo non si sono viste a Staranzano, ma precedenti vi sono stati: a suo tempo l’attuale segretaria dem Antonella Bolletti si vide consegnare le Pari opportunità. A proposito di quote rosa, Serena Francovig (Pd) è blindata in giunta. L’altra donna potrebbe essere invece Manuela Tomadin (Insieme). Quanto alla lista di Staranzano partecipa ancora nulla trapela: un eventuale ripescaggio di Andrea Corà, già assessore ma non eletto, dovrà fare i conti con la valutazione sul suo quinquennio. In ogni caso il sindaco presenterà la giunta in aula: la prima convocazione è attesa tra l’11 e il 13 giugno.

Tornando infine al tema vicesindaco non si può prescindere da un elemento essenziale: la fiducia. Può Marchesan, nel caso la scelta ricada su Rossi, mettersi ciecamente nelle sue mani? Dalle decisioni si vedrà se la vicenda primarie è davvero morta e sepolta. –



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