Ossola: «L’effetto èStoria si sente ma la città può avere più benefici»

Il patron parla di ricadute per ristoranti e hotel: «Bisogna potenziare la sezione dedicata alla regione»
Bumbaca Gorizia 24_05_2019 èStoria Inaugurazione© Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 24_05_2019 èStoria Inaugurazione© Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Di gente ce n’era. Eccome. «Davvero, non poteva andar meglio», gongola Adriano Ossola per il successo dell’ultima èStoria, favorito da un tempo che, al di là di uno scroscio domenicale, ha tenuto bene, con buona pace delle previsioni meteo, non delle più rosee. Eppure, ed è proprio Ossola ad affermarlo, «il festival può ancora venir efficientato, per prendere a prestito un brutto verbo del linguaggio manageriale».

Nonostante i tendoni dei Giardini Pubblici, spesso affollati al pari di Fondazione Carigo, Palazzo De Grazia e degli altri luoghi della manifestazione, non tutta Gorizia, infatti, ha sempre vissuto, sentito l’evento. «In effetti – dice l’ideatore e direttore del festival –, in questi anni il coinvolgimento della gran parte della città è rimasto un po’ debole. Sì, vorrei che èStoria portasse un maggior beneficio all’economia goriziana, fatta eccezione per quella del corso Verdi e per quella legata alle strutture ricettive e ristorative che già ottengono vantaggi da noi. Certo, non possiamo raggiungere i numeri di Gusti di Frontiera e, con i mezzi attualmente a disposizione, di più non possiamo proprio fare. Per contro, devo dire che di benefici alla città e all’intero territorio ne portiamo sicuramente molti».

Ma come, nel concreto, migliorare il festival? Per esempio, secondo Ossola, potenziando la sezione èStoria Fvg, «una sezione – a detta sua – che tanto ha fatto lievitare l’iniziativa: segna il rapporto tra èStoria e la regione, propagandandolo leggermente anche al Veneto. Sì, è una sezione da curare e coltivare il più possibile. Pur non riempiendo i tendoni, radica, infatti, il nostro legame con il territorio».

A riempire i tendoni, in ogni caso, ci hanno pensato molti incontri, a cominciare da quelli con Vittorio Sgarbi e con Nicola Gratteri, forse i più seguiti di tutti, con più di qualcuno che non ha trovato posto se non in piedi: e sì che la Tenda Erodoto di sedie ne ha oltre 400. Del resto, il pienone l’hanno ottenuto anche Vittorino Andreoli, Alessandro Barbero, Luciano Canfora, Vito Mancuso e parecchi altri ospiti dei circa 280 che hanno formato il cartellone (180 circa gli appuntamenti in programma). «Anche il vincitore del premio èStoria 2019, Carlo Ginzburg – aggiunge Ossola –, ha riempito la Tenda Erodoto e lo considero un risultato straordinario tenendo conto che si trattava di un incontro con un grande storico, ma, pur sempre, di nicchia». Ed ecco spiegate le 60 mila presenze, «circa – chiosa il direttore di èStoria –. Perché non siamo in grado di fornire un numero precisissimo. Come non possiamo con certezza definire le provenienze dei nostri spettatori né la loro età media». Forse, però, poco importa. Importa che un’altra èStoria è ormai in archivio. –



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