«Pensioni diventate povere Ora serve una rivalutazione»

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil chiedono una legge per aumentare gli assegni  Nel Fvg coinvolti oltre 100 mila anziani, 28 mila i non autosufficienti gravi 
Bumbaca Gorizia 20_11_2017 Massimo Marchesiello nuovo Prefetto di Gorizia © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 20_11_2017 Massimo Marchesiello nuovo Prefetto di Gorizia © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Un gruppo di pensionati aderenti a diverse sigle sindacali ha sfidato la pioggia e ha manifestato, ieri mattina, di fronte alla Prefettura.

L’obiettivo, come avviene a livello nazionale, è ottenere «un sistema più equo di rivalutazione delle pensioni», per le quali si chiede anche una minore pressione fiscale. I sindacati pensionati di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil dell’isontino hanno organizzato il presidio anche per arrivare ad una legge nazionale sulla non autosufficienza, adeguatamente finanziata, per affrontare concretamente un problema che coinvolge oltre 100 mila anziani in Fvg, di cui 28 mila non autosufficienti gravi.

Questi sono anche gli argomenti che i segretari provinciali Giuseppe Torraco (Spi) e Sergio Benvenuto (Uilp) hanno portato all’attenzione del prefetto Massimo Marchesiello che, da quanto ha riportato Torraco «ha dimostrato la massima sensibilità e attenzione verso le nostre richieste che vanno oltre alle questioni nazionali, soprattutto per quanto concerne la sanità. Il prefetto si farà quindi portavoce, per quanto possibile, delle nostre istanze». Al centro delle rivendicazioni isontine c’è infatti il tema della sanità isontina frammista con il territorio giuliano che attualmente vede l’avvio della nuova azienda unificata.

Oltre alle richieste avanzate dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale, come l’eliminazione dei superticket e la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, le categorie chiamano in causa anche Regione e Azienda sanitaria sul fronte della riduzione delle liste di attesa, delle assunzioni, del potenziamento dei servizi territoriali e dell’assistenza domiciliare ad anziani e non autosufficienti. Queste sigle sul territorio vogliono dare voce «a 42mila persone con redditi medi che nel 28% dei casi si collocano sotto i mille euro lordi e quasi in un caso su due (48% della platea) sotto i 1.500 euro, sempre lordi». Importi che si ricollegano «ai tagli alla perequazione che dal 2012 a oggi hanno sottratto oltre 30 miliardi dalle tasche dei pensionati italiani e oltre 800 milioni in Fvg».

Fuori dalla Prefettura, ieri, si è molto insistito anche sulla perdita del potere d’acquisto dei pensionati. Dal 2011 le sigle sindacali lamentano un calo del 30 per cento in tal senso. Tutte queste argomentazioni verranno poste al Governo e al Parlamento in occasione della discussione della prossima legge di bilancio. Nell’occasione, sono stati distribuiti anche dei volantini con delle proposte di emendamenti che trattano tutte le questioni sopraccitate. –



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