Pescatori di frodo sorpresi e multati al Lido di Staranzano

Ritenevano, erroneamente, di farla franca perché c’era un tempo da lupi, il mare sferzato da raffiche di vento e sul golfo di Panzano pioggia a secchiate. Così, con una rete da 90 metri, sicuri di non incrociare anima viva, si sono spinti al Lido di Staranzano, arrivando fino a 80 metri dalla battigia, in zona pienamente balneare, per rastrellare ogni forma ittica natante, strisciante o ambulante sul litorale. Ma ai pescatori di frodo – due manovali albanesi residenti a Cervignano – è andata male, anzi malissimo, perché sulla loro traiettoria hanno incrociato il personale militare della Guardia Costiera di Monfalcone, impegnato nella tutela della flora e fauna marina. Che, sorprendendoli in flagranza di pesca illegale, ha inflitto loro una bella stangata.
Il fatto è avvenuto sabato, nello specchio acqueo antistante il Lido di Staranzano. Sfruttando il temporale in corso i due stranieri, approdati in auto sulla spiaggia bisiaca, sono entrati in acqua, in piena zona di mare riservata alla balneazione, con una rete a mano di circa 90 metri. L’intenzione dei due uomini, sulla quarantina, era di circuire lo specchio acqueo: una modalità di pesca vietata nel tratto interessato. Irregolare anche lo strumento utilizzato: la cosiddetta “rete da posta”, infatti, è un attrezzo consentito solo alla pesca professionale ed è vietato ai diportisti ed ai pescatori sportivi già dal 1968.
La Guardia costiera, che verso le 17.30 si trovava in pattuglia proprio per eventuali necessità legate al maltempo, ha avuto gioco facile nel bloccare e successivamente identificare i due contravventori albanesi, entrambi occupati in ditte edili che lavorano su tutta la regione, e li ha condotti, con il supporto di una gazzella dei carabinieri di via Sant’Anna, pure sul posto, in Capitaneria dove è stata loro contestata una sanzione amministrativa e la pena accessoria del sequestro della rete da pesca. Lo “scherzetto” è costato mille euro, somma prevista per la trasgressione.
Il giorno seguente, un nuovo intervento in zona dei militari, per un’operazione di tutt’altro tenore: il salvataggio di un Open bianco che stava imbarcando acqua durante un rovescio. A bordo tre donne monfalconesi, di 50, 47 e 35 anni, poi scortate fino all’ormeggio di Marina Nova dal personale della Capitaneria e tratte definitivamente in salvo. Sebbene annunciato dalle previsioni meteo, infatti, il fortunale abbattutosi domenica sul litorale ha colto di sorpresa, verso le 17, l’equipaggio al secondo caregon. L’Open stava affondando. Recepita la segnalazione, attivata con numero blu, il battello B44 si è precipitato sul posto. A bordo una delle tre donne si era frattanto prendere dal panico, ma è stata subito assistita e tranquillizzata dalla Guardia costiera, che simultaneamente provvedeva inoltre a svuotare il fondo dell’imbarcazione. Il rientro è avvenuto senza complicazioni. –
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