Piazza San Francesco, “sfratto” ai profughi

Venerdì 24 aprile scadeva l’ultimatum del sindaco Ettore Romoli alla Prefettura e il Comune, di fronte all’assenza di risposte, ha deciso di avviare le pratiche di “sfratto” dei richiedenti-asilo da piazza San Francesco che si è trasformata in un dormitorio a cielo aperto.
Venerdì mattina i vigili urbani sono intervenuti e hanno avvisato i migranti che lì, d’ora in avanti, non potranno più pernottare. Peraltro, la notte scorsa è stata piovosa con tutte le conseguenze immaginabili per questi disperati.
Qualche minuto più tardi è stato chiesto l’intervento degli operatori di “Isontina Ambiente” che hanno avviato, fa sapere la Polizia municipale, una prima opera di sanificazione del sito. Ora verranno organizzate pattuglie che dovranno sorvegliare affinchè venga rispettato il divieto di bivacco. Il Comune è determinato nell’intento di evitare che piazza San Francesco torni ad essere invasa dagli immigrati che passano la notte in giacigli di fortuna.
«Non so più a che santo votarmi. È una situazione che non possiamo più tollerare - è lo sfogo del sindaco Romoli - sia per il decoro della città sia per l’umanità stessa nei confronti dei profughi. Mi auguro che le rassicurazioni del viceministro agli Interni Filippo Bubbico in visita nei giorni scorsi a Gorizia possano tradursi in realtà».
Poco prima delle 18 è arrivata la soluzione del problema dei richiedenti-asilo: la Prefettura è riuscita, con l'aiuto del ministero degli Interni, a trovare una soluzione: 56 verranno trasferiti in serata con i pulmann a Bresso e a Genova. Sabato mattina altri 52 verranno trasferiti in Abruzzo. In totale sono 108 persone: rimarranno i 150 ospitati al Nazareno e i 40 alloggiati all'hotel Internazionale.
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