Acquamarina bis, ecco il progetto per la nuova piscina terapeutica di Trieste

Svelati i render. Ora il bando per la costruzione e la gestione. I lavori da 16 milioni dovrebbero partire nei primi mesi del 2027, con durata stimata di due anni

Francesco Codagnone
Uno sguardo alla nuova piscina terapeutica Acquamarina, svelata nei render a firma di Teco+partners
Uno sguardo alla nuova piscina terapeutica Acquamarina, svelata nei render a firma di Teco+partners

Il moderno design ricorda le vele ormeggiate in Sacchetta, con ampie vetrate che metteranno in relazione il paesaggio del porto con le quattro vasche interne, le luminose sale per la fisioterapia e la ginnastica, l’area ristorazione affacciata sul mare.

I primi render della nuova piscina terapeutica Acquamarina si svelano nel concept progettuale firmato da Teco+partners, studio di architettura bolognese con alle spalle una lunga esperienza nel campo dei complessi residenziali, scolastici e sportivi in Italia e all’estero.

Il progetto dovrà ora passare per la Conferenza dei Servizi, quindi si procederà alla verifica e, infine, alla gara unica per la costruzione e futura gestione. L’amministrazione confida di pubblicare il bando quest’anno. I lavori da 16 milioni dovrebbero partire nei primi mesi del 2027, con durata stimata di due anni, collaudi inclusi. Le vasche potrebbero essere messe in funzione indicativamente nel 2029.

Il progetto arriva intanto a quasi sette anni da quel 29 luglio 2019, quando un boato sulle Rive annunciò il crollo del tetto della vecchia piscina. Un iter lungo e complesso, passato attraverso annunci mancati, slittamenti e un’intricata vicenda giudiziaria. Il dissequestro avvenne solo nel dicembre 2021.

 

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All’epoca si decise per la demolizione (nel luglio 2023) e la costruzione di un nuovo impianto, ma tutte le modalità ipotizzate negli anni si sono rivelate poco fattibili: dall’appalto pubblico, troppo oneroso in termini di gestione futura, al project di iniziativa privata, che non avrebbe consentito di rientrare nell’investimento data la natura terapeutica delle attività un tempo svolte in quelle vasche. La scelta, alla fine, è ricaduta sulla concessione di iniziativa pubblica, che prevede la costruzione della piscina con fondi pubblici, e il suo successivo affidamento a privati.

Nell’ordine, due gare. La prima, di progettazione, ha premiato il progetto di fattibilità presentato ieri dall’architetto Luigi Benatti e dagli ingegneri Carlo Rotellini e Giancarlo Zanichelli della Teco+partners, aggiudicatrice del bando con un’offerta a ribasso di circa 290 mila euro.

Nuova piscina Acquamarina di Trieste, aperte le buste: due in gara
Lo spiazzo in Sacchetta dove un tempo sorgeva la piscina terapeutica, abbattuta dopo il crollo del tetto avvenuto nel luglio 2019, Foto Andrea Lasorte

Ottenuti i via libera, entro l’anno il progetto andrà messo a base di una seconda gara, con bando unico per la progettazione esecutiva, l’esecuzione del cantiere e la conduzione della piscina. «L’intervento – dettaglia l’assessore al Bilancio Everest Bertoli – varrà 16 milioni, di cui 13 da fondi comunali, uno dalla Regione e due statali». La costruzione sarà a carico del pubblico; la struttura verrà quindi affidata al privato che si sarà aggiudicato la gara, per un periodo lungo durante il quale si occuperà anche della gestione e manutenzione della nuova Acquamarina. Tra i nomi interessati nell’ultimo anno era circolato quello di Myrtha Pools, brand internazionale della mantovana Piscine Castiglione, realtà nota a livello internazionale per aver realizzato piscine per sei Olimpiadi.

«Un progetto a cui lavoriamo da mesi: sarà una struttura sicura e all’avanguardia, andrà a rispondere alle esigenze del territorio», così l’assessore al Patrimonio immobiliare Elisa Lodi, mentre il sindaco Roberto Dipiazza ha ricordato come la nuova Acquamarina andrà a inserirsi in una più ambia riqualificazione dell’area della Sacchetta: dalla recente ristrutturazione dell’ex Meccanografico (oggi sede di Esatto), alla riconversione in corso della stazione di Campo Marzio.—

 

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