Polo intermodale accesso ciclabile fermo da mesi

RONCHI
Una storia infinita. E dire che l’intervento da compiere non è certo dei più laboriosi. Ma Rete Ferroviaria Italiana non si fa sentire o, meglio, non si mette all’opera. L’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari, che ha più volte sollecitato, l’attende sue due fronti, altrettanto importanti, per garantire una migliore mobilità delle persone. I pedoni e i ciclisti in particolare. Si tratta, dunque, del varco pedonale di via Marconi, di fronte alla stazione ferroviaria nord e del passaggio d’accesso alla linea ferroviaria ed alla fermata del Trieste Airport. Due interventi che attendono ormai da tempo di essere realizzati. Si sono conclusi nel settembre scorso i lavori che hanno permesso la realizzazione di una nuova pista ciclabile tra il polo intermodale e l’innesto della ciclovia Alpe Adria. Un’opera attesa, necessaria per diverse ragioni. La prima è legata proprio alla funzione del polo intermodale dei trasporti. Qui, infatti, si offre la possibilità alle persone di arrivare, in treno o in autobus, portando con se la bicicletta. Una volta scesi, però, oggi come oggi non c’è modo di imboccare il sistema ciclabile. Ecco, quindi, che Rfi dovrà aprire un varco sul lato del binario che corre in direzione Venezia, mentre dall’altro lato, quello in direzione Trieste, esiste già un ascensore che da modo di trasportare il tanto amato cavallo d’acciaio. Non meno importante l’opera da mettere in cantiere tra il centro cittadino ed il rione di Vermegliano. La giunta comunale, nell’aprile scorso, ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di un marciapiede lungo via Marconi che, accompagnato a quello realizzato da Rete ferroviaria italiana, permetterà di aprire un varco pedonale e di dar modo alle persone di raggiungere il sottopasso della stazione nord. Costo dell’opera a carico della municipalità ronchese 60 mila euro. «Da sempre – afferma il sindaco, Livio Vecchiet – c’è la necessità di facilitare gli spostamenti da e per il rione di Vermegliano e non solo per chi usufruisce dei collegamenti ferroviari. Con l’aumento della circolazione dei treni questa esigenza si è fatta sempre più impellente. Per questo abbiamo chiesto ed ottenuto da Rfi di aprire un varco sulla recinzione, scavalcare il sedime laddove c’erano i vecchi binari e, sistemando il marciapiede di via Marconi, permettere alle persone di passare senza dover sobbarcarsi lunghe e snervanti soste al passaggio a livello». Ma, come detto, siamo fermi al palo. Nulla si sta muovendo ed il tempo scorre inesorabile. —
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