Porto di Pola, avanza il progetto del nuovo terminal crociere

Infrastruttura prevista a Vallelunga. Il presidente dell’Authority: ok i sondaggi nei fondali, costi più bassi di quelli previsti. Operazione da 130 milioni complessivi

POLA. L’Autorità portuale di Pola punta dritto all’obiettivo di poter ospitare le grandi navi da crociera per inserirsi nel business turistico. Il progetto preliminare di un nuovo terminal già esiste, e ora sono arrivati i risultati delle prospezioni geomeccaniche effettuate nel bacino portuale. «Sul fondo è depositato uno strato di melma e fango dello spessore di due metri - spiega il direttore dell'Authority Donald De Gravisi - e sotto c'è roccia viva, per cui l'attuazione del progetto richiederà un costo dai 20 ai 30 milioni di euro inferiore rispetto al preventivo iniziale». «Alla luce degli ultimi dati - aggiunge De Gravisi - la costruzione di 400 metri di banchina in mare verrà a costare sui 70 milioni di euro rispetto ai 90 calcolati inizialmente. E la banchina è sicuramente il segmento più impegnativo del progetto».

Una volta entrato in funzione, il terminal potrà accogliere dunque navi da crociera di grandi dimensioni, lunghe fino a 400 metri. L'intenzione è inoltre quella di fare di Pola un “home port”, un porto di arrivo e di partenza, e portare in cassa almeno una parte del mezzo miliardo di euro introitati annualmente da Venezia, operazione al momento impossibile a causa appunto dell’inadeguatezza dell'infrastruttura portuale. Oggi i passeggeri che transitano a Pola sono circa ottomila all'anno: cifra minima, distante fra l’altro anni luce dai 600 mila del porto raguseo di Gravosa, che è in quinta posizione fra i porti del Mediterraneo.

L'ubicazione individuata per il futuro terminal è quella di Vallelunga, nel settore nord del bacino portuale, su un’area di 14 ettari di superficie: sito che viene ritenuto ottimale anche perché distante soltanto una decina di minuti d’auto dall'aeroporto e in diretto collegamento con la rete stradale europea.

Quanto al finanziamento del progetto che dai 150 milioni di euro iniziali scende dunque a 120–130 complessivi, ci sarebbe l’interesse di alcune compagnie marittime norvegesi, oltre a quello di Venezia Terminal Passeggeri i cui rappresentanti hanno già effettuato un sopralluogo. E si fa strada anche un'altra ipotesi, secondo la quale l'80% delle risorse potrebbe arrivare dai fondi europei mentre il resto verrebbe coperto da investitori privati. —

P.R.

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