Pro Romans pronta a celebrare l’ultimo dei fratelli Calligaris

Nella targa dello stadio di via Atleti Azzurri manca il nome di Roberto  Era vivo quando l’impianto fu titolato ad Alessandro, Armando e Mario 

la storia



Fondata nel 1921, l’Asd Pro Romans, oggi Pro Romans Medea, fra un anno celebrerà i suoi 100 anni di attività sportiva, calcistica in particolare, ma a suo tempo dedicata anche al ciclismo e alla pallavolo femminile. Il centenario, oltre alle celebrazioni che verranno sicuramente proposte nel 2021, potrebbe rappresentare pure l’occasione per integrare la denominazione della stadio comunale, che nel novembre 2002 venne intitolato ai “F.lli Calligaris”, Alessandro (1922- 1943), Armando (1923- 1966) e Mario (1911-1996), che tanto si sono spesi come atleti e dirigenti per sostenere il glorioso sodalizio giallo-rosso, in tempi economicamente molto difficili.

Nel momento dell’inaugurazione della struttura di via Atleti Azzurri d’Italia, del novembre 2002, assieme ad una sorella, era presente anche Roberto Calligaris (1920 - 2017), fratello di Alessandro, Armando e Mario, il quale, non conoscendo le regole, rimase un po’ male, pensando di scorgere anche il suo nome accanto a quelli dei suoi tre fratelli, incisi sulla targa marmorea che per l’occasione venne collocata all’ingresso dello stadio. Preso atto che l’intitolazione non può riferirsi a persone vive, Roberto espresse il desiderio di finire pure lui, un giorno, col suo nome, sulla targa accanto ai tre amati fratelli. La decisione di integrare l’intitolazione spetterebbe all’amministrazione comunale di Romans, qualora qualcuno avanzasse tale proposta e fosse tecnicamente possibile attuarla, tenendo conto delle normative sulla toponomastica, che regolano le intitolazioni, soprattutto a favore di persone decedute da meno di dieci anni, per le quali è necessaria una deroga. Certo è che l’integrazione dell’intitolazione col nome di Roberto, sarebbe il giusto premio a questo concittadino che ha onorato pienamente la Pro Romans, sia come calciatore, sia come dirigente e sostenitore fedele, sempre presente, domenica dopo domenica, allo stadio romanese, per onorare i suoi fratelli e tifare Pro Romans, fintando che la salute lo ha sorretto.

È stato pure un cittadino modello, che si è speso molto nel sociale attraverso il sindacato pensionati,. Ha ricevuto il “Premio al lavoro” da parte del Circolo “Mario Fain” e del gruppo “I Scussons”, così come, negli ultimi anni, veniva chiamato a dare il calcio d’inizio a qualche gara calcistica benefica giocata a Romans. —



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