Proiettili nascosti nel bosco, giallo a Basovizza

Le munizioni, di grosso calibro, erano state infilate in dei vasi interrati. Non sono i soliti residuati di guerra. Indaga la polizia
Silvano Trieste 19/04/2013 Il sito dove sono stati ritrovati, resti umani
Silvano Trieste 19/04/2013 Il sito dove sono stati ritrovati, resti umani

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Proiettili nascosti in alcuni vasi interrati. È mistero sul ritrovamento avvenuto in questi giorni in una zona boschiva di Basovizza. È stato un cittadino, a quanto è dato sapere un residente della zona, a imbattersi casualmente nelle pallottole: stava passeggiando e la sua attenzione è caduta su una serie di contenitori che affioravano dal terreno tra la sterpaglia.

L’uomo si è avvicinato e ha controllato: quelle che aveva davanti erano vere e propre munizioni, peraltro piuttosto grosse. Sembra fossero nuove o, comunque, tirate a lucido. Insomma, non si trattava di materiale bellico che ancora, di tanto in tanto, spunta in Carso.

Le pallottole, come detto, erano custodite nei vasi, alcuni dei quali infilati nel terreno. Uno, invece, era appoggiato all’esterno. Dove, peraltro, è stato rinvenuto anche un cilindro metallico. Non si sa se conteneva qualcosa o se era un componente di un’arma da fuoco. Cosa ci facevano i proiettili e l’oggetto misterioso in quel punto? Non ci sono risposte al momento.

È la polizia a occuparsi del caso. Ma, da quanto sembra, senza particolari preoccupazioni: non si esclude che si tratti di semplici munizioni lasciate da un cacciatore. Anche se il calibro farebbe pensare ad altro. Il materiale è stato naturalmente portato via e sequestrato. L’intervento degli artificieri, dato per scontato in un primo momento (per ragioni di sicurezza), non è stato invece necessario.

Le indagini per risalire a chi può aver nascosto quei vasi nei boschi di Basovizza proseguono.

Al di là di questo ritrovamento, sull’altipiano carsico - dove in passato si è combattuto - non è raro imbattersi in pallottole e ordigni. Residuati che, come noto, accendono la passione dei collezionisti. Talvolta estremamente pericolose: lo scorso inverno, a Trebiciano, una bomba inesplosa aveva causato la morte del cinquantunenne Dario Terzoni. Nella sua abitazione, dove l’uomo ha perso la vita proprio a causa dell’esplosione di uno degli ordigni che teneva in garage, la polizia e i militari hanno scoperto oggetti bellici di ogni tipo soprattutto quelli legati alla Prima e alla Seconda guerra mondiale.

Terzoni era un esperto di divise, berretti, mostrine e armi. Conosceva molto bene anche gli ordigni bellici: sapevano com’erano fatte le bombe e come disinnescarle. Ma l’ultimo tentativo è stato fatale. —



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